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INBIODYN: viticoltura integrata, biologica e biodinamica_PRODUZIONE BIOLOGICA

A seguito dell'adozione del regolamento UE per l'agricoltura biologica nel 1991, la viticoltura biologica sta attirando sempre più attenzione. In Germania, tra il 1992 e il 2006 sono stati certificati 2000 ettari di vigneti gestiti in “bio” e da allora l'area è cresciuta esponenzialmente. Nel 2014 circa 7500 ha sono stati gestiti in base agli standard biologici, pari al 7,5% della superficie totale della viticoltura in Germania. In tutto il mondo l'area viticola gestita secondo norme biologiche e biodinamiche si è triplicata negli ultimi 10 anni. I paesi con la superficie più vasta di vigneti gestiti secondo i protocolli biologici sono Italia, Spagna e Francia. Al di fuori dell'Europa, gli Stati Uniti, il Cile e l'Argentina sono altri produttori importanti di uve coltivate biologicamente.

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Aggiornamento:

Dopo la pubblicazione dell'articolo del prof. Kaurer e collaboratori su Millevigne 4/2017, Johanna Döring, una delle autrici, grazie alla sua conoscenza dell'italiano, ci ha mandato alcune precisazioni sulla corretta traduzione. In particolare riguardano la fertilizzazione della tesi biodinamica con compost di fatta bovina (Fladen), oltre all'utilizzo del cornoletame, e la natura dell'inerbimento della tesi integrata, che non è spontaneo, ma anche esso seminato come nelle due tesi biologiche anche se con essenze diverse.

Abbiamo deciso di rendere disponibile in chiaro la nuova versione del'articolo, che è scaricabile a questo LINK.

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