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PREVENZIONE DEL MAL DELL’ESCA TRAMITE AGENTI DI BIOCONTROLLO

Esperienze con l’applicazione di trichoderma asperellum e trichoderma gamsii in friuli venezia giulia

Il cosiddetto “complesso del mal dell’esca”, è un’affezione che include almeno due malattie principali: una carie del legno, causata da funghi basidiomiceti (in Europa principalmente Fomitiporia mediterranea) e una tracheomicosi causata principalmente da ascomiceti del genere Phaeoacremonium spp. e, ancor di più, la specie Phaeomoniella chlamydospora.

Il mal dell’esca è particolarmente dannoso poiché riduce la longevità del vigneto. Mediamente le piante che presentano sintomi gravi (perdita completa della produzione e che sono destinate a morire o ad essere asportate) si aggirano attorno al 5% all’anno (incidenza media annuale registrata nelle prove in Friuli Venezia Giulia su Sauvignon), con conseguente necessità di rimpiazzo. Le varietà che manifestano maggiormente i sintomi sono il Sauvignon blanc, il Cabernet Sauvignon, la Malvasia istriana in Friuli Venezia Giulia, il Sagrantino e il Sangiovese in Italia centrale, ma anche molte altre varietà a seconda delle diverse zone viticole considerate. I danni che ne conseguono sono: perdita di produzione, minore qualità del prodotto, disetaneità del vigneto con aumento dei costi di gestione, crescente numero di fallanze e costi di rimpiazzo. Considerando l’incidenza del 5% di viti colpite in un anno, si stimano circa 1200 €/ha per mancato reddito e 750 €/ha per costi di rimpiazzo, per un totale di 1950 €/ha. Il danno economico risulta proporzionale all’incidenza delle piante da sostituire.

Di fatto non esistono ad oggi mezzi tecnici per il completo contenimento della malattia. Buoni risultati sono stati ottenuti più di recente in altri Paesi con vari formulati contenenti diverse sostanze attive quali tiofanate metile, miclobutanil, carbendazim o tebuconazolo verso vari patogeni del legno (in particolare Eutypa lata o agenti di cancri da Botryosphaeriaceae). Le alternative con formulati a base di funghi antagonisti per la protezione duratura delle ferite da altre malattie del legno appaiono interessanti, sia in termini di efficacia che di approccio alla riduzione dell’impatto ambientale. Le specie più utilizzate a questo scopo appartengono al genere Trichoderma, fungo antagonista, che agisce in vario modo sui patogeni e sulla pianta e che è stato varie volte utilizzato anche su vite in campo o in vivaio, con diversi livelli di efficacia.

La presenza dei sintomi del mal dell’esca è legata a diversi fattori, tra i quali gioca un ruolo fondamentale il decorso meteorologico dell’ anno in corso e delle annate precedenti, anche se non vi sono delle statistiche che supportino scientificamente questa affermazione, ma solamente constatazioni frutto di osservazioni sommarie. La mancanza di queste informazioni non permette di capire facilmente se una pianta che manifesta i sintomi in un dato anno, li ripresenti anche negli anni successivi o peggiori il proprio quadro sintomatologico. Questo particolare comportamento è uno dei motivi per cui le indagini e le sperimentazioni che vengono condotte sul mal dell’esca siano particolarmente complicate e necessariamente necessitino di parecchi anni di osservazioni. Nel presente lavoro è stato testato il formulato commerciale, Remedier ®, a base di due specie di Trichoderma (T. gamsii e T. asperellum), sulla manifestazione dei sintomi del complesso dell’esca nelle condizioni di campo.

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