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Viticoltura

Le vendemmiatrici non fanno più paura

Negli ultimi anni anche in Italia si stanno diffondendo sempre più le vendemmiatrici meccaniche. Nate negli Stati Uniti verso la fine degli anni ’60 (la prima in assoluto era la Chisolm-Ryder del 1969) e arrivate in Europa qualche anno dopo (la prima macchina europea era la francese Braud 1020 del 1975),

Biodiversità e salute dei suoli viticoli

L’IMPORTANZA DELLA BIODIVERSITÀ PER IL SETTORE VITIVINICOLO 

La biodiversità, o diversità biologica, è la manifestazione della diversità vitale della natura e quindi comprende ogni genere e specie di esseri viventi.

Difesa Biologica

La difesa biologica è passata dalla dimensione piuttosto monotona di una ventina di anni fa, nella quale la disponibilità di mezzi tecnici era ridotta a pochi principi attivi che si contavano sulle dita di una mano (rame, zolfo, Bacillus thuringiensis, piretro e poco più) ad una scelta molto più variegata in termini di disponibilità di sostanze attive e strumenti di controllo.

Azoto

La viticoltura del terzo millennio deve necessariamente avere un approccio razionale alla fertilizzazione, considerata l’importanza che la nutrizione minerale riveste nel condizionare la fisiologia della pianta e quindi gli aspetti qualitativi e quantitativi raggiungibili, che devono essere il più possibile conformi alle esigenze del mercato a cui il produttore desidera ambire.

VITE: IL POTASSIO E IL MAGNESIO

Il potassio influenza l’acidità del mosto in quanto lo ione K+ è in grado di salificare, facendolo precipitare, l’acido tartarico presente nella bacca, con conseguente diminuzione dell’acidità totale e innalzamento del pH.

PREGO XYLELLA, ENTRI PURE

“Se alla scienza spetta il compito di completare il quadro delle conoscenze, sono le istituzioni a dover prendere le decisioni e agire.”

PIÙ RESISTENZA AGLI STRESS CON GLI IDROLIZZATI PROTEICI

Una sperimentazione dell’università di verona ha verificato l’efficacia di trattamenti con preparati proteici vegetali. ridotte le perdite d’acqua da parte della pianta, potenziata la resistenza alla muffa grigia ed ottenuto un miglioramento del profilo qualitativo delle uve.

MASSIMA PROTEZIONE!

La sicurezza dell’operatore durante la distribuzione dei prodotti fitosanitari parte da un attento utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.
Sebbene spesso l’agricoltore tenda a sottovalutarli, tutte (o quasi) le attività agricole espongono l’operatore ad una serie impressionante di rischi, sia immediati che a lungo termine.

PREVENZIONE DEL MAL DELL’ESCA TRAMITE AGENTI DI BIOCONTROLLO

Esperienze con l’applicazione di trichoderma asperellum e trichoderma gamsii in friuli venezia giulia

Il cosiddetto “complesso del mal dell’esca”, è un’affezione che include almeno due malattie principali: una carie del legno, causata da funghi basidiomiceti (in Europa principalmente Fomitiporia mediterranea) e una tracheomicosi causata principalmente da ascomiceti del genere Phaeoacremonium spp. e, ancor di più, la specie Phaeomoniella chlamydospora.

"Ascoltare" la pianta

Un interessante convegno tecnico sulla viticoltura contemporanea si è svolto lo scorso 21 gennaio a Conegliano. Ad organizzarlo è stato il gruppo “Simonit & Sirch preparatori d’uva”. Marco Simonit e Pier Paolo Sirch sono due tecnici viticoli friulani molto conosciuti in tutta Italia, che hanno sviluppato nel corso di diversi anni un metodo cosiddetto di “potatura ramificata”, il cui scopo principale è tutelare la salute della pianta, in particolare dei suoi vasi conduttori, e prolungarne la vita.

Un buon recupero

Gli atomizzatori a recupero si stanno diffondendo negli ultimi anni, vista la sempre maggiore attenzione ambientale. Vediamo come funzionano.

Fertilizzazione, focus sul fosforo

Concimazione minerale sempre più modulata sulle esigenze effettive della pianta.

La ricerche condotte negli ultimi venti anni riguardanti la fisiologia della vite, il funzionamento dell’apparato radicale, il ruolo e l’assorbimento degli elementi nutritivi, la correlazione tra lo stato nutrizionale della pianta e i risultati qualitativi e quantitativi conseguibili,

Esca e malattie del legno

Recrudescenza nell’estate 2016. Qualche speranza dalla dendrochirurgia?
In molte zone d’Italia l’annata trascorsa sarà ricordata come annus horribilis per le manifestazioni dei sintomi tipici del Mal dell’Esca. 

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