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Imbottigliamento: vademecum per piccole cantine

Sono diverse le criticità nell’imbottigliamento del vino. Nel caso poi di cantine di modeste dimensioni e produzioni artigianali, vi sono aspetti microbiologici e chimici da considerare attentamente

L’imbottigliamento è il punto di arrivo del processo di vinificazione e riveste grande importanza per garantire il mantenimento del profilo organolettico dei vini, soprattutto oggi che per le produzioni italiane si sono aperti mercati internazionali che impongono viaggi, anche lunghi, alle migliori bottiglie delle cantine nostrane. Si è passati, nel volgere di alcuni decenni, da un processo piuttosto empirico dove l’imbottigliamento aveva l’unico scopo di “porzionare” la produzione in volumi consumabili da un cliente prossimo alla cantina, o dove l’imbottigliamento era svolto direttamente dal consumatore, ad un processo tecnologico nel quale le modalità di imbottigliamento e i materiali impiegati, si pensi alla vasta disponibilità di chiusure e tappi, contribuiscono a definire il profilo organolettico del vino. Questa evoluzione è evidente soprattutto nelle grandi cantine votate all’imbottigliamento di milioni di bottiglie all’anno. Una visita in una di queste linee di imbottigliamento ad alta capacità è un’esperienza sicuramente interessante in quanto dà l’idea dell’elevatissimo grado di tecnologia oggi disponibile nell’ambito del confezionamento del vino. 

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