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L'anidride solforosa in enologia è ancora indispensabile?

Nel precedente articolo (Millevigne 3/2017) si è parlato delle alternative alla solforosa utilizzabili nella prima fase di elaborazione dei vini, ovvero dalla scelta delle uve in campo fino alla fermentazione e la conservazione dei vini in cantina.

La fase finale della elaborazione dei vini non è meno semplice da gestire in questo senso, dal momento che sono molte le operazioni critiche e potenzialmente ossidative da effettuare prima della messa in bottiglia (travasi, stabilizzazione tartarica a freddo, filtrazioni, l’imbottigliamento stesso) e se il vino non è opportunamente protetto dall’azione dell’ossigeno che si discioglie durante tali fasi si rischia di compromettere enormemente la shelf-life del vino ancor prima di averlo messo in commercio.

Più che di vere e proprie alternative all’utilizzo dei solfiti in enologia, in questo articolo si parlerà di come gestire in maniera ottimale queste fasi preparatorie all’imbottigliamento, così come meglio gestire l’imbottigliamento e la conservazione del vino in bottiglia.

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