person_outline
search
  • Economia
  • Pubblicazione del

Vivaismo, stato dell’arte

Congresso del M.I.V.A. a Rimini 
Nello scorso ottobre si è tenuto, a Rimini, il 43° Congresso della M.I.V.A., Moltiplicatori Italiani Viticoli Associati, associazione nazionale che rappresenta il vivaismo viticolo.

Il congresso è un’importante occasione di confronto tra vivaisti di tutta Italia, ma è anche un momento formativo e di discussione sulle problematiche del settore. Così, quest’anno è stato organizzato il convegno “Presente e futuro del materiale viticolo di base e sua diffusione”. 

Il presidente uscente Colla ha ricordato che il convegno ha preso spunto dalla necessità di riorganizzare i Nuclei di Premoltiplicazione in modo sinergico per rendere disponibili a tutto il vivaismo nazionale i materiali ivi presenti. 

Mario Pecile del CREA-VIT di Conegliano (MIPAF) ha evidenziato un certo affanno che affligge i Nuclei. Diminuzione o scomparsa dei fondi pubblici, sostituzione dei “padri fondatori”, adempimenti amministrativi sempre più complessi, la richiesta sempre più pressante di garanzia sulla qualità del materiale vivaistico; Pecile ha concluso indicando l’importanza di rafforzare la collaborazione tra Nuclei e vivaisti e costitutori per migliorare la disponibilità di cloni pubblici. 

 

Da Giuseppe Camilli, in rappresentanza dell’attivo Nucleo delle Marche, è arrivata una provocazione interessante:

l’elenco regionale delle varietà idonee alla coltivazione ha ancora senso? Non bastano le Doc e le Igt a regolamentare la scelta varietale?

Ilaria Filippetti dell’Università di Bologna ha aggiornato la platea sull’attività più recente in termini di miglioramento genetico. Diversi i filoni d’indagine, dall’incrocio interspecifico che ha portato tra l’altro ai nuovi portinnesti STAR a bassa vigoria all’incrocio intraspecifico (Merlese, Merlot x Sangiovese), al recupero e iscrizione a registro di antiche varietà (Famoso, Ruggine, Trebbianina, Lanzesa, Scarsafoglia/Scimiscià, Vernaccina, Uva del Fantini, Uva del Tundè, Pelagos, Cornacchia, Lambrusco Benetti, Passeretta) alla selezione clonale.

Di biotecnologie ha parlato Bruno Mezzetti, Università di Ancona. Il ricercatore ha illustrato le tecniche di miglioramento genetico che vanno nella direzione del “Precision breeding”, che suona meglio di “transgenesi”, ma è l’unica possibilità per trasferire un gene noto e solo quello. Ma per la legge solo un clone derivato da mutazione può essere iscritto al Registro Nazionale delle Varietà di Vite: ci sarebbero, ha spiegato il professore, sistemi precisi e garantisti dal punto di vista scientifico per ottenere lo stesso risultato, che sono però bocciati a livello politico.

Per il Ministero erano presenti Carmelo Zavaglia e Mario Pecile che hanno tracciato il quadro evolutivo del vivaismo viticolo italiano. 

I quasi 140 milioni di talee innestate della categoria “certificato” rappresentano il 70% del totale messo a vivaio, che comprende anche 57 milioni di talee di categoria “standard”: questi numeri mostrano come la elevata disponibilità di cloni iscritti al Registro faccia lievitare il materiale certificato. Un altro dato è il calo delle barbatelle franche rispetto a quelle innestate.

A giugno 2016, nel Registro Nazionale risultavano iscritte 511 varietà da vino con 1.286 cloni, 163 varietà da tavola con 45 cloni e 45 portinnesti con 171 cloni.

Ultimo intervento, quello di Umberto Malossini su “Ruolo pubblico, tecnico e consultivo, dei Costitutori associati in Acovit”. Acovit è un’associazione pubblica e senza fini di lucro che unisce, ad oggi, 21 dei 23 Costitutori pubblici e privati presenti in Italia. A completare il quadro, rappresentanti dei vari Nuclei hanno illustrato lo stato dell’arte dei loro centri.

Scarica la rivista in formato PDF cliccando qui e scegliendo la voce DOWNLOAD in alto a destra. In questa sezione troverai tutti i numeri di Millevigne in formato PDF. Se non sei abbonato dovrai sottoscrivere un abbonamento annuale.

footer vignaioli
Privacy Policy Cookie Policy
×