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Il Tai rosso e le vigne del Palladio nei colli Berici

Estrema propaggine delle Prealpi proiettata nella pianura quasi a tentare di raggiungere i vicini Euganei, i Colli Berici costituiscono l’area paesaggisticamente più rilevante del vicentino a Sud del capoluogo. Alquanto differenti dai loro fratelli padovani, i Colli Berici sono mediamente più bassi, ma di aspetto più “alpino”, con gole e avvallamenti.

Tra queste colline si nasconde anche uno splendido lago, il Fimòn, nella zona Nordest, dove sono state rinvenute palafitte che testimoniano l’antica presenza dell’uomo, oltre tremila anni prima della nascita di Cristo. E della stessa epoca sono le prime presenze del vigneto, come raccontano i resti numerosi di vinaccioli trovati.

Le cronache raccontano che sin dal XIII secolo tutta la parte Nord dei Colli, con al centro il santuario della Madonna di Monte Berico, era interamente coltivata a vite, come pure lo erano le colline della zona di Nanto, famosa per la pietra da lavoro, e di Barbarano, di proprietà del Vescovo di Vicenza.

Siamo di fronte a una presenza secolare, dunque, colpita in tempi recenti dall’abbandono a causa delle guerre e dalle grandi malattie, soprattutto dalla fillossera, che quasi distrussero i vigneti e il morale dei produttori. 

Poi avvenne la rinascita, nel dopoguerra, con il progressivo affinamento delle qualità, dei metodi di coltivazione, della stessa organizzazione produttiva.

Oggi le viti assecondano il paesaggio berico, lasciando poi il passo alla coltivazione dell’olivo. Salendo è invece il bosco a farla da padrone, con castagneti, querceti e carpineti, a regalare panorami suggestivi e passeggiate molto interessanti. 

Il clima dell’area si caratterizza per la presenza di estati calde e di inverni relativamente freddi, mentre le precipitazioni sono ripartite in modo abbastanza omogeneo lungo l’anno.

L’analisi delle temperature medie mensili mostra una media annua di 12,5-13,5 °C, con temperature medie estive di 21-23 °C e medie invernali di 2,5-4 °C.

DALLE VIGNE ALLE VILLE DI PALLADIO

Dal punto di vista storico e architettonico, le colline a sud di Vicenza sono alquanto note per ospitare diverse gemme disegnate da Andrea Palladio, oggi unanimamente riconosciuto come il più importante architetto che il mondo occidentale abbia mai prodotto. 

Sparse nel vicentino e nei Colli Berici a testimonianza della sua arte, decine di magnifiche ville e di sontuosi edifici sono il testamento imperituro del suo genio architettonico. La caratteristica pietra calcarea bianca detta Pietra di Vicenza utilizzata per le costruzioni di questi edifici proviene proprio dai Colli Berici. L’origine risale all’Eocene come la maggior parte dei suoli, prevalentemente calcarei. Si tratta sostanzialmente di un fondale marino, innalzato da movimenti tellurici e da pressioni di magmi sotterranei che solo marginalmente sono affiorati, in particolar modo nelle zona di Brendola-Sarego e Barbarano, creando due dorsali principali, quasi parallele, con orientamento nord-est/sud-ovest e divise tra loro dalla Val Liona.

IL TAI ROSSO O BARBARANO

Il vitigno Tai rosso è considerato un simbolo dei Colli Berici, viene denominato Barbarano se proveniente dalla zona classica di produzione situata nei dintorni del comune omonimo, mentre in tutto il resto dell’areale a DOC si produce e si commercializza con il nome Tai rosso.

Si tratta di un vino dal colore rosso rubino più o meno carico, fino a granato. Bouquet caratterizzato da viola e lampone. Sapore asciutto, morbido con sentori di frutta di bosco, prugna e lampone.

Questo vitigno per riuscire al meglio necessita di una particolare esposizione alla luce e al calore, di un terreno piuttosto asciutto e sassoso, ma nello stesso tempo discretamente fertile e friabile. Il Tai rosso ha una buona resistenza al freddo, ma una certa sensibilità alla peronospora e alle altre malattie crittogamiche, ed elevata sensibilità ad eccessi di umidità e alla siccità. I terreni più idonei all’allevamento di questo vitigno sono i terreni collinari. Presenta buona affinità d’innesto a SO4, 125 AA, mentre disaffinità con il 420 A.

L’ampelografia consente di accostare il Tai rosso al Cannonau di Sardegna e al Grenache del Sud-est francese e all’Alicante rosso (o nero) di Spagna. Probabilmente il Grenache venne introdotto dalla Spagna in Sardegna e da questa nel Vicentino (considerati i rapporti commerciali che il Vicentino ebbe con la Sardegna). La prima delle due importazioni dovrebbe essersi verificata al più tardi sulla fine del ’700 perché è in quell’epoca che fece la prima apparizione il nome Cannonau. La seconda importazione non dovrebbe distanziarsi di molto, ma è comunque abbastanza antica se si tiene conto di vecchissime carte di famiglie barbaranensi da cui si deduce che “uva Marangona” e “vino del Tocai o del Marangon” sono denominazioni popolari risalenti almeno ai primi dell’800.

Agli inizi degli anni ’80 l’Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano ha impostato delle prove comparative al fine di risolvere questo problema di identità.

Dalle analisi ampelografiche, ampelometriche, isoenzimatiche e chimiche è risultata chiara ed evidente l’appartenenza dei vitigni individuati come Cannonau, Tai rosso e Grenache, alla stessa popolazione varietale riferibile alla Garnacha Spagnola

A partire dal 2007, per una questione di omonimia con un vino ungherese, in Italia si sono dovuti rinominare tutti i vini denominati fino ad allora come Tocai. Oggi dunque il vino è Tai rosso, mentre il vitigno può essere definito sia Tai rosso che Tocai rosso.

NON SOLO TAI ROSSO

Nei Colli Berici si producono molti altri vini oltre a Tai rosso (un tempo era Tocai rosso) e Barbarano: Merlot, Cabernet franc, Cabernet sauvignon e Carmenère i più rilevanti tra i rossi. I bianchi vedono invece una prevalenza di Pinot bianco, Garganega e Sauvignon. Le tipologie Colli Berici Bianco e Rosso prevedono invece un taglio di vini da varietà diverse: Garganega e Sauvignon per il Bianco, Merlot e Tai rosso per il Rosso. I vini rossi rappresentano circa il 67% della produzione totale, il rimanente 33% è costituito da vini bianchi.

Molti dei produttori sono aziende viticole di dimensioni ridotte (1 ettaro in media) associate a due realtà cooperative, le Cantine VITEVIS e la Cantine dei Colli Berici (a sua volta socia del Collis Veneto Wine Group), Oltre a queste due grandi realtà, sono attive nel territorio circa trenta aziende vitivinicole di piccole e medie dimensioni, distribuite in tutto l’areale dei Colli Berici. 

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