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Il vino si sposa con l’arte?

La Cantina di Soave Official Wine Partner di ArtVerona 2016, fiera internazionale di arte moderna e contemporane.
Per tre giorni, nello scorso ottobre, a Veronafiere, è andata in scena ArtVerona / Art Project Fair. La fiera d’arte moderna e contemporanea giunta quest’anno alla 12a edizione, con 22.000 visitatori e 1150 artisti partecipanti, è ormai accreditata tra le principali manifestazioni di settore. 

Official Wine Partner della prestigiosa kermesse è stata quest’anno la Cantina di Soave, protagonista in fiera e in tutti gli eventi fuori-salone con gli spumanti e i vini della linea Rocca Sveva.

Abbiamo chiesto al direttore della cantina se si ritiene soddisfatto di questo investimento promozionale, piuttosto insolito per il mondo del vino.

«La collaborazione con ArtVerona - spiega Bruno Trentini, Direttore Generale di Cantina di Soave - è la naturale evoluzione di una filosofia adottata ormai da qualche tempo dalla Cantina, fondata sull’idea che il vino sia un attimo di bellezza che racchiude in sé l’energia autentica della terra da cui si origina e della natura, il fascino della tradizione e la piacevolezza di un momento unico da assaporare sorso dopo sorso». 

Il senso della partecipazione è chiaro: ma secondo lei è stato un investimento fruttuoso? In altre parole, i galleristi e i collezionisti d’arte sono un “target” giusto per i produttori di vino?

“Non siamo la prima cantina che decide di proporsi come partner di ArtVerona; in effetti, anche se è sempre molto difficile valutare il ritorno di investimenti di questo tipo, il pensiero generale è che ci sia una buona condivisione di valori tra gli appassionati d’arte moderna e contemporanea e gli appassionati di vini, soprattutto di vini di gamma medio-alta, e quindi ci siano buone possibilità di interazione. Abbiamo cercato di creare momenti di forte condivisione con Sorsi d’Arte, due aperitivi inediti durante i quali la degustazione del vino è stata accompagnata da una performance di SoundArt, un lavoro sonoro con l’interpretazione di Gianluca Codeghini e del trombettista Marco Mariani. Non una semplice degustazione quindi, ma un viaggio dell’anima attraverso i sensi”.

Domenica 16 ottobre ArtVerona si è trasferita simbolicamente a Rocca Sveva, centro produttivo di eccellenza di Cantina di Soave con un evento dedicato ad un triplice intervento artistico site specific dal titolo “R comme résistance. Re minore K626”. Ispirandosi alla messa da Requiem in Re minore K 626 di Mozart, e rifacendosi in tal modo al tema mozartiano che è statp il fil rouge di tutti gli eventi collaterali di questa edizione di ArtVerona, gli artisti Lucia Cristiani, Donata Lazzarini e Gianluca Codeghini hanno lavorato sul concetto di resistenza, realizzando tre installazioni all’interno delle suggestive gallerie sotterranee della Cantina Rocca Sveva che, significativamente, durante la guerra sono state utilizzate come rifugio antiaereo. 

«Resistere significa tante cose - spiega Donata Lazzarini,  artista e docente dell’Accademia di Belle Arti di Brera - un concetto che si adatta benissimo al mondo del vino». 

Pensiamo alla vite che resiste per anni e anni alle intemperie, saldamente ancorata al suolo e al contempo protesa verso il cielo. Sarà per questo che i grandi vini sono proprio così: terrestri e celesti insieme. Ecco la genesi di questa performance artistica a Rocca Sveva che ha esplorato i molteplici aspetti del concetto del resistere attraverso suggestioni musicali, sensazioni tattili, effetti materici e segni di luce.

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