person_outline
search

Vino e Millennial

Abitudini e consumi di una categoria sempre più esperta e con un budget di spesa in crescita.
Secondo gli ultimi dati diffusi dal Wine Market Council, i Millennial, giovani nati tra il 1983 e il 2001, non solo nel consumo di vino hanno sorpassato i genitori, i baby boomers, ma spendono addirittura di più sviluppando una cultura enoica molto più approfondita delle categorie più mature.

A guidare questa nuova rivoluzione poi è il target femminile: tra i Millennial, sono infatti le donne a spendere di più degli uomini, dimostrando quindi di sviluppare un’attitudine e una sensibilità al vino già in giovane età. 

Vente-privee sito di vendita online ha commissionato al proprio laboratorio europeo di ricerca Survey Lab un’indagine sui consumi di vino, prendendo in esame un panel italiano di 1538 persone appartenenti alla categoria dei Millennial, giovani nati tra il 1983 e il 2001. In Italia il 32% delle clienti donne del settore vino e il 25% dei clienti uomini appartiene alla categoria dei Millennial, confermando una nuova cultura del vino oggi espressione di lifestyle.

Si tratta di percentuali importanti che crescono in maniera esponenziale in Europa, dove il 46% delle donne e il 54% degli uomini clienti del settore ha tra i 18 e i 33 anni, registrando una crescita del 12% rispetto al 2014 per le donne e del 13% per gli uomini. Dati che dimostrano come ormai questa tendenza abbia radici non solo italiane ma ben più profonde, in Europa fino a confini oceanici. Secondo il Wine Market Council infatti, nel 2015 i Millennial hanno acquistato più vino rispetto alle altre categorie. 

Negli ultimi anni il vino è diventato, da mera e propria bevanda di consumo a sinonimo di lifestyle. Con l’arrivo dei Millennial però questa accezione si è evoluta e, oggi, il vino è diventato anche sinonimo di cultura: i Millennial sono infatti cresciuti con il vino a tavola, sviluppando una sensibilità ancora più mirata per gli accostamenti col cibo e per la storia di ciascuna bottiglia.  

Le preferenze tra i vini sono ormai passate per i Millennial: a fare davvero la differenza non è più il colore della bottiglia ma la provenienza. Si prediligono gli accostamenti eruditi, per scelte meno scontate e più interessate a prodotti del territorio italiano. 

I Millennial sono anticonvenzionali, anti establishment e attenti alla sostenibilità. Hanno dei paradigmi di consumo diversi dai baby boomers e influenzano a loro volta le categorie più alte. L’esperienzalità e la multicanalità sono fondamentali. Il livello di fedeltà ai brand è più basso rispetto ad altre categorie e dimostrano comportamenti tipici di categorie più alto spendenti rispetto a loro.  

Le categorie più giovani, infatti, dimostrano di essere attratte soprattutto dalla storia della bottiglia e da quella dell’azienda vinicola produttrice e di non avere quindi preferenze di gusto a prescindere. Inoltre, sono sempre più le aziende del settore che, al fine di attrarre questo segmento di mercato, operano la scelta di privilegiare un packaging “insolito”: lo scopo, infatti, è proprio quello di stupire e attirare un maggior numero di consumatori giovani coinvolgendoli in un’esperienza davvero completa, dall’estetica della bottiglia fino al sorseggiare un ottimo vino. 

Nel processo d’acquisto i Millennial prestano particolare attenzione, infatti, anche all’aspetto “estetico” del vino che stanno acquistando: dall’originalità della grafica dell’etichetta alla forma e dimensione della bottiglia, nonché la consistenza del vetro e il colore.

Considerando anche quest’ultimo aspetto estetico, le donne sembrano davvero aver sviluppato un grande gusto e interesse per quel che concerne il cosiddetto “nettare divino” e a confermarlo sono ancora una volta i dati di settore di vente-privee: in Europa, le clienti Millennial hanno speso nel 2016 il 13% in più rispetto allo scorso anno. Gli uomini Millennial hanno invece speso il 15% in più rispetto al 2015. 

Riuscire a decifrare la generazione dei Millennial equivale a comprendere a pieno la loro relazione con il vino: il 62% dei Millennial predilige la condivisione del vino – anche bottiglie costose - all’interno della propria abitazione in compagnia del proprio partner o di amici; il 33% in occasione di eventi e degustazioni presso enoteche o wine bar e solo il 5% dichiara di degustarlo durante pranzi o cene al ristorante. 

Per nulla imbarazzati nell’ammettere di “capirne poco”, questo comunque non frena la loro curiosità e voglia di sperimentare: un aspetto che si traduce nell’affidamento ai canali social e influencer del settore, per ottenere consigli e dritte sulla degustazione ottimale e sull’acquisto più giusto. 

 

Scarica la rivista in formato PDF cliccando qui e scegliendo la voce DOWNLOAD in alto a destra. In questa sezione troverai tutti i numeri di Millevigne in formato PDF. Se non sei abbonato dovrai sottoscrivere un abbonamento annuale.

footer vignaioli
Privacy Policy Cookie Policy
×