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Cultura e società

La vigna d'inverno: concorso di disegno

La rivista Millevigne e l’Associazione Albeisa indicono un concorso di disegno dal tema: “la vigna d’inverno”.

Il concorso è rivolto agli studenti dell’ultimo anno dei licei artistici e delle altre scuole dello stesso grado (licei, istituti tecnici).

Rosé Revolution

L’Italia del vino non conosce barriere, soprattutto se il vino è autoctono ed è rosé. Lo dimostra quella che nella zona di Bardolino hanno chiamato dal 2014 “Rosé revolution”, nome che, quattro anni dopo e fatte le debite distinzioni di contenuto, potrebbe calzare al Patto sottoscritto da cinque Consorzi italiani sotto il segno del Rosato...

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Tradizione e innovazione nel settore enologico

L’abuso dei termini “tradizione” e “innovazione” rischia di renderli categorie vuote prive di un contenuto davvero caratterizzante per la singola cantina e usate senza reale consapevolezza. Avventurarsi nei significati pratici di queste due parole permettere di comprendere quanto siano importanti per lo sviluppo dell’atteggiamento imprenditoriale e per il ricambio generazionale.

COSA SIGNIFICA INNOVAZIONE

Quando penso all’innovazione nel mondo del vino,...

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Recensioni

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“Villa Scarabelli”: la scuola si fa… cantina!

Otto studenti dell’Istituto Agrario di Imola hanno presentato a Vinitaly il progetto “Villa Scarabelli”: un esempio vincente di alternanza scuola lavoro.

Per fortuna non sempre l’alternanza scuola lavoro in Italia è una chimera. Un esempio concreto è il sodalizio tra l’istituto Tecnico Agrario Scarabelli di Imola e il gruppo CEVICO di Lugo.

Il Tai rosso e le vigne del Palladio nei colli Berici

Estrema propaggine delle Prealpi proiettata nella pianura quasi a tentare di raggiungere i vicini Euganei, i Colli Berici costituiscono l’area paesaggisticamente più rilevante del vicentino a Sud del capoluogo. Alquanto differenti dai loro fratelli padovani, i Colli Berici sono mediamente più bassi, ma di aspetto più “alpino”, con gole e avvallamenti.

Asti e Moscato d'Asti, la lunga storia

Il vitigno Moscato è di antica origine, le prime citazioni con il nome Muscatellum appaiono nel secolo XIV e si devono a un gioielliere di casa Savoia, Giambattista Croce, i primi studi su un metodo “moderno” di produzione. In un testo del 1606 dal titolo “Della eccellenza e diversità dei vini che nella montagna di Torino si fanno” l’autore descrive le pratiche per la pulizia del mosto, evidenzia il ruolo dei travasi e delle filtrazioni ripetute, onde eliminare ulteriori impurità.

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IL “BARONE DI FERRO” E IL CHIANTI MODERNO

Continuiamo in questo numero la conversazione sulle vicende storiche del territorio chiantigiano col professor Zeffiro Ciuffoletti, ricercatore appassionato, nonché eclettico amante del vino e profondo conoscitore del gusto. Ci siamo lasciati agli inizi del Settecento, l’epoca del famoso bando granducale di Cosimo III de’ Medici, che costituisce il primo esempio di delimitazione di zona d'origine dei vini in Italia in chiave moderna.

Jesi e Matelica, dioscuri del Verdicchio

Con quel nome un po’ così, che a pensarci un attimo è un diminutivo, il Verdicchio ha fatto una fatica incredibile a ritagliarsi il ruolo che merita nel cuore degli appassionati. Ovvero quello di bianco - nelle molteplici declinazioni ferme, spumante, passito - tra i più significativi d’Italia. Il vento è cambiato solo da una decina d’anni, complice la congiuntura di molteplici fattori: da una parte il notevole incremento della qualità media, che ha fatto sì che oggi sia raro imbattersi – anche nelle fasce più economiche - in bottiglie deludenti; dall’altra una opera promozionale continua, che ha saputo coniugare toni informali e scanzonati (molto efficaci in tal senso il lavoro svolto da testimonial e personaggi del mondo dei media) con i contenuti.

Il vino si sposa con l’arte?

La Cantina di Soave Official Wine Partner di ArtVerona 2016, fiera internazionale di arte moderna e contemporane.
Per tre giorni, nello scorso ottobre, a Veronafiere, è andata in scena ArtVerona / Art Project Fair. La fiera d’arte moderna e contemporanea giunta quest’anno alla 12a edizione, con 22.000 visitatori e 1150 artisti partecipanti, è ormai accreditata tra le principali manifestazioni di settore. 

Il prezioso sale

Sostanza divina particolarmente gradita agli dei, chiamato un tempo “oro bianco”, il sale serba alcune singolarità sin dai tempi più remoti. Usato per conservare alimenti (salagione) e conosciuto sin dal Neolitico (10.000 anni a.C.), il sale ha avuto uno sviluppo impetuoso con le prime grandi civiltà sedentarie: cinese, sumerica, babilonese, quella della valle dell’Indo e quella egiziana (si parla di un arco di tempo che va dal 6000 al 3000 a.C.), da quest’ultima adoperato anche per imbalsamare corpi umani ed animali.

Degustare per le Guide

Nota della redazione: le “guide” per i produttori sono sempre motivo di discussioni e polemiche, di orgoglio sventolato oppure di orgoglio ferito… Abbiamo chiesto a Mauro un breve racconto “dal di dentro”.

Vino e Millennial

Abitudini e consumi di una categoria sempre più esperta e con un budget di spesa in crescita.
Secondo gli ultimi dati diffusi dal Wine Market Council, i Millennial, giovani nati tra il 1983 e il 2001, non solo nel consumo di vino hanno sorpassato i genitori, i baby boomers, ma spendono addirittura di più sviluppando una cultura enoica molto più approfondita delle categorie più mature.

Toscana, la storia fa la differenza

A colloquio con lo storico e accademico Zeffiro Ciuffoletti.
Il bando di Cosimo III de’ Medici, di cui si festeggia quest’anno il trecentesimo anniversario, costituisce il primo esempio di delimitazione di una zona d’origine dei vini in Italia, anzi, nel mondo, e trae origine da una lunga serie d’esperienze commerciali che avevano ormai consolidato il valore qualitativo dei prodotti enologici di quei territori. Nello stesso periodo storico, in ambito europeo, si gettano le fondamenta per la nascita di denominazioni destinate a posizionarsi ai vertici dell’enologia mondiale quali Porto e Tokaji.

Velenitaly: abbiamo vinto noi, ha vinto il vino italiano

5 marzo 2015
La corte d’appello di Trento ribalta la sentenza di primo grado: Millevigne non diffamò Tessadri. Il giornalista dell’Espresso dovrà risarcire quanto percepito e pagare le spese legali di entrambi i gradi di giudizio

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