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Notizie online

Il giorno del Grande Bianco Piemontese: il Gavi a Milano

Allo spazio AnniLuce di Milano, il Gavi si è presentato alla stampa, agli operatori del settore e al pubblico per mostrare la nuova annata in anteprima, confermando il trend positivo che da qualche anno trascina la produzione di Gavi e la valorizzazione del territorio. La vendemmia 2016 del Grande Bianco Piemontese che il Consorzio Tutela del Gavi ha presentato a Milano corrisponde esattamente alle aspettative di questa annata, da tanti acclamata per la qualità eccellente.

Il vino secondo i Millennials: una nuova generazione di consumatori

Uno studio realizzato da Nomisma Wine Monitor per Verallia mette a confronto i consumatori di vino nati a cavallo dei due millenni in Usa e Italia. Verallia, terzo produttore globale di contenitori in vetro per l’industria alimentare e Nomisma Wine Monitor hanno presentato giovedì 23 Marzo a Pollenzo, nella struttura albertina che ospita l’Università di Scienze Gastronomiche e la Banca del Vino,  lo studio “Il ruolo del packaging nelle scelte di consumo di vino: un confronto tra i Millennials statunitensi e italiani”.  

Dal 2 al 4 Aprile torna GRANDI LANGHE DOCG

Attesi buyer, giornalisti ed operatori professionali da tutto il mondo per Grandi Langhe DOCG, la manifestazione a cadenza biennale, aperta esclusivamente a buyer, giornalisti ed operatori professionali nazionali e internazionali e Nebbiolo Prima, durante il quale verranno presentate in anteprima le nuove annate di Barolo, Barbaresco e Roero attraverso degustazioni alla cieca per la stampa nazionale ed internazionale, insieme per una tre giorni di degustazioni nei territori d'origine in location uniche.

Biondi Santi: si scrive partnership, si legge vendita

In un comunicato pervenuto solo in inglese l’azienda Biondi Santi comunica di aver siglato una “partnership di capitali e strategica” con la società francese EPI, di proprietà della famiglia Descours, già proprietaria di importanti marchi di Champagne, Charles Heidsieck e Piper-Heidsieck, e della tenuta Château La Verrerie nel Rodano.

Marchi collettivi, siamo alla privatizzazione delle DOC?

Ho ricevuto nei giorni scorsi una comunicazione dell’associazione Vinaioli di Castellinaldo, una delle più conosciute e consolidate esperienze associative tra vignaioli che da anni opera in questo piccolo paese del Roero. Il titolo del comunicato è “Castellinaldo®,il marchio collettivo per la Barbera d’Alba”.

L'elefante e la formica

Pinot Grigio delle Venezie e Piemonte Nebbiolo sono denominazioni di origine che hanno due cose in comune: la prima è che non esistono ancora, ma se ne parla molto: la seconda è che tra favorevoli e contrari volano gli stracci.

Vino a scuola?

Fa discutere sulla stampa di settore e sul web la proposta del Senatore Dario Stefano, già assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, di introdurre nella scuola una materia di “cultura del vino”.  C’è un disegno di legge (ddl 2254/16) a sua firma, per l’istituzione dell’insegnamento obbligatorio della disciplina “Storia e civiltà del vino” in tutte le scuole primarie e secondarie.

Il vino vegano da abbinare a carni rosse

Lo confesso, cerco di praticare la tolleranza, ma non ho grande simpatia per il veganismo (da non confondere in nessun modo con il vegetarianismo, che rifiuta la carne ma non altri prodotti di origine animale che non comportino l'uccisione di animali terrestri, come latte e derivati e uova, per alcuni anche pesce). Nulla da obiettare se il veganismo viene praticato da persone adulte e consapevoli, per motivi ideologici e di coscienza.

Manzoni e la Xylella

“E non paia strano di vedere un tribunale farsi seguace ed emulo d’una o di due donnicciole; giacché, quando s’è per la strada della passione, è naturale che i più ciechi guidino”. Questo passo tratto da "Storia della colonna infame" di Alessandro Manzoni è stato citato, molto a proposito, da Luciano Capone su "Il Foglio" a proposito della vicenda Xylella e dell'indagine della procura di Lecce.

Uscire dalla DOC? Non conviene, ma…

La ribellione è in atto. Per ora solo sparute avanguardie, ma se l'incendio divampasse?

Un mondo diviso a metà: da una parte nuove e vecchie cordate per lo più fatte non da produttori ma da sindaci, presidenti di camere di commercio e altri amministratori pubblici a proporre nuove DOP (DOC o DOCG), piccole o piccolissime, come se di DOC inutili non ne avessimo abbastanza.

Ah, non conoscete il Recioto. Continuiamo così, facciamoci del male

"Cioè, praticamente lei non ha mai assaggiato la Sachertorte. Continuiamo così, facciamoci del male". La scena cult del film "Bianca" di Nanni Moretti è quella che mi sovviene e mi resta in mente al termine della degustazione di ben sette versioni di Recioto, proposta dagli amici della cantina di Negrar in Valpolicella, dove il recioto è nato svariati secoli prima del suo discendente oggi più famoso: l'Amarone, battezzato nel 1936 proprio presso la cantina della Valpolicella, frutto di uno di quei dispetti microbiologici, tipici dei lieviti, che a volte fanno miracoli: fermentare quando non devono (nascita dell'Amarone), non fermentare quando devono (nascita dell'Asti spumante).

Il modo per sapere l’origine esiste, si chiama DOP

La battaglia per una normativa europea che imponga l’obbligo di indicare in etichetta, senza finzioni e stratagemmi, l’origine almeno di alcuni alimenti semplici, con un solo componente, come l’olio etravergine, il latte, la passata di pomodoro, è destinata, temo, alla sconfitta. 

Vignaiolo Vespa, lascia che ti spieghi

Basta avere una vigna e una bottiglia con il proprio nome in etichetta per definirsi vignaiolo? Parrebbe la classica questione di lana caprina, e tale sicuramente pare a Bruno Vespa, diventato di recente anche produttore di vino, con l’originale scelta di Riccardo Cotarella come consulente enologico.

Lamento del pennivendolo

Ill.mo presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania Dr. Ottavio Lucarelli.

Egregio presidente

Sono un agronomo specializzato in viticoltura ed enologia e giornalista pubblicista iscritto all’ordine del Piemonte. Dirigo una rivista di divulgazione tecnico-scientifica rivolta alla filiera del vino, “Millevigne” particolarmente focalizzata sui temi della produzione sostenibile.  (Questa lettere è ora ospitata sul blog del sito www.millevigne.it)

Barolo boys, fu vera rivoluzione?

Prima di parlare della rivoluzione dei "Barolo boys", titolo di questo bel “docu-film” di Paolo Casalis e Tiziano Gaia, occorre una premessa.  Se i Galli di Asterix hanno una sola paura, che il cielo gli cada sulla testa, i Galli Piemontesi ne hanno un’altra: che qualcosa o qualcuno possa arrivare di colpo a cambiare le loro abitudini. In altre zone d’Italia, ma pure in Francia e in Spagna, negli anni ’80 e ’90, giovani produttori (e anche meno giovani) attuavano in cantina cambiamenti importanti per modificare il gusto dei vini in senso più “moderno”, riducendo le rese in vigna, attuando macerazioni brevi e intense, usando in modo estremo, fino al caricaturale, il rovere nuovo e il legno piccolo.

Norme sull'etichettatura, un gran pasticcio

"Ribellarsi è giusto!" è il titolo di un libro di Jean Paul Sartre. Lo stesso pensiero attraversa i territori del vino italiano colpiti dall'ennesimo caso di stupidità burocratico-normativa. Per non entrare in conflitto con la tutela delle DOP, i produttori dovrebbero evitare di "nominare invano" il nome della loro regione non sull'etichetta vera e propria, come già è oggi, ma anche su altri materiali di comunicazione, depliant, siti internet ogni volta che tale nome corrisponde a una DOP o è parte di una DOP.

la tragedia di Refrontolo e il ritorno dei pataccari

Molinetto della Croda, comune di Refrontolo, zona del Prosecco. Una festa di paese organizzata in un luogo insicuro, praticamente nell'alveo di un torrente, già lambito da un'alluvione in febbraio; e questo in presenza di previsioni del tempo minacciose e con un suolo già impregnato di acqua dalle abbondanti piogge dei giorni precedenti. Nessuno temeva il peggio, ma il peggio è arrivato e si è portato via quattro vite, con la piena improvvisa del torrente Lierza.

autoctono, chi era costui?

Riflessioni su un aggettivo

Un recente comunicato della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti ci ha spiegato l'obiezione dell'associazione rispetto alla definizione di vitigno "autoctono" contenuta nella bozza del testo Unico della Vite e del Vino attualmente in discussione in commissione agricoltura della camera. 

UNESCO: il lavoro contadino genera bellezza

23 giugno 2014. Sulle colline del Piemonte si festeggia la proclamazione dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato come patrimonio mondiale dell’Umanità, proclamata ieri a Doha, in Qatar, dall’assemblea dei delegati UNESCO.

Expo 2015 del vignaiolo assente

A Vinitaly è stato annunciato che il Ministero delle Politiche Agricole ha assegnato a Veronafiere/Vinitaly il compito di coordinare il Padiglione del Vino alla prossima Expo 2015 di Milano.

La difficoltà di farsi piacere la biodiversità

Oggi si parla molto di biodiversità, quasi quanto di sostenibilità. Ne parla molto, tra gli altri, l’Europa, nella nuova formulazione della PAC e del piano di sviluppo rurale, per il quale promuovere la biodiversità, come già nel passato periodo di programmazione, rimane un obiettivo strategico. Ma, storicamente, l’agricoltura non solo non promuove la biodiversità, ma la combatte aspramente: sono l’acqua santa e il diavolo.

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