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Un convegno nel ricordo di Usseglio Tomasset

Il 6 aprile ad Alba. Organizzatori Millevigne e Vignaioli Piemontesi.

25 anni fa moriva prematuramente il Professor Usseglio Tomasset, uno dei più importanti scienziati nella storia, relativamente breve, della chimica enologica.
Lo ricorderemo il 6 aprile  in un convegno dedicato all'innovazione, alla sostenibilità dei processi e all'economia circolare nelle cantine.

E' interessante , ricordando la figura del carismatico professore,  sottolineare come egli sia stato un precursore in molti casi di un'enologia  "poco interventista", e un difensore dei vitigni autoctoni (amava molto la Barbera) e delle pratiche enologiche tradizionali, seppure illuminate e migliorate dalla conoscenza della chimica: si ricorda ad esempio la sua contrarietà all'uso della barrique nuova e al dilagare, negli anni 80 e 90, degli impianti di vitigni stranieri, che gli valsero  vivaci polemiche (alle quali non si sottraeva)  con Luigi Veronelli.  Uno scontro tra giganti.

"Scandalo" destò, soprattutto in Francia, un suo lavoro sperimentale in cui, confrontando due tecniche di spumantizzazione, un Martinotti lungo in autoclave e un metodo classico, il panel di degustazione non seppe riconoscere, alla fine della prova, differenze significative tra i due prodotti.

Ricordo alcune sue frasi  storiche: "La vite non sa leggere", quindi è inutile imporre alla viticoltura regole rigide, complicate e di difficile controllo;  "la scuola e l'università non sono fatte per gli studenti, ma per gli insegnanti".

Nelle prossime settimane metteremo a punto il programma del convegno, che sarà aperto da un ricordo di Usseglio Tomasset del Prof. Rocco Di Stefano, suo (degnissimo) successore alla direzione dell'istituto Sperimentale per l'Enologia di Asti.

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