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Giorgio Grai, il carisma

 Il famoso enologo altoatesino si è spento a 89 anni.

Ci sono vari motivi per cui una persona si può definire “carismatica”. Le rare volte in cui ho incontrato Gorgio Grai ho avuto l’impressione che lui li avesse tutti. A partire dall’aspetto curato, elegante, i lineamenti del viso aristocratici, gli occhi chiari che sembravano vedere sempre più in là degli altri; il suo parlare chiaro, preciso, mai ridondante, talvolta affilato, quasi privo di influssi regionali, come capita in genere a chi parla fluentemente più lingue; la capacità di discorrere di molti argomenti diversi con cognizione di causa; ma soprattutto un naso e un palato che la genetica regala a poche persone in un secolo, insieme a una prodigiosa memoria olfattiva e la capacità di arricchirla continuamente.

Il giornalista del Corriere della Sera Luciano Ferraro, che lo conosceva meglio di me e lo ha incontrato più recentemente, ne ha riportato il pensiero sulle sfide della viticoltura di fronte al cambiamento climatico. Un messaggio piuttosto preoccupato che il grande Giorgio lascia ai posteri. L’intervista è sul web: per chi fosse interessato ecco qui il LINK

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