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Botrite: la difesa passa attraverso il controllo durante tutto il ciclo produttivo

A fronte di una primavera fresca e piovosa, la vite dovrà presto fronteggiare le prime infezioni da botrite. Fermarne la diffusione tenendo bassa la carica conidica e impedendo le infezioni nelle fasi importanti, è fondamentale.

i.p. Millevigne Promozione

Una stagione, quella 2019, che verrà ricordata a lungo per le profonde differenze che hanno caratterizzato inverno e primavera/estate. Mentre il primo si è rivelato mite e avaro di piogge, la seconda ha infatti preso una via diametralmente opposta facendo marcare temperature inferiori alla media stagionale e piogge battenti e prolungate, in particolare fino alla fioritura. Ciò ha favorito i patogeni. In alcune regioni la peronospora è stata rallentata dalle basse temperature, ma questo non è accaduto per la botrite: la fase di fioritura è l'unico momento durante il quale il patogeno entra nell’acino come micelio latente, e vi rimane, anche se il decorso successivo della stagione è prevalentemente asciutto, come è stato quest'anno in varie zone d'Italia, ameno fino alla seconda decade di luglio.
In seguito, la botrite dovrà necessariamente essere tenuta sotto controllo nelle fasi critiche di invaiatura e pre-raccolta. I sintomi si manifesteranno a pieno a carico dei grappoli, soprattutto in una fase delicata come l’invaiatura, momento nel quale hanno inizio quelle profonde modifiche biochimiche e istologiche nei tessuti delle bacche che le accompagneranno fino alla maturazione. Gli acini andranno quindi incontro alle tipiche marcescenze che hanno fatto chiamare la botrite col nome più comune e conosciuto di “muffa grigia”.

La lotta al patogeno, se relegata al periodo della pre-raccolta,  diverrà quindi molto più complessa e costosa, aumentando al contempo l’aleatorietà dei risultati, fortemente influenzati questi dalle condizioni meteorologiche che accompagnano talvolta le fasi di vendemmia. Per tali motivi è fondamentale giocare di anticipo, impedendo preventivamente alla botrite di insediarsi all’interno dei tessuti durante il periodo della fioritura e continuare a mantenere bassa la pressione della malattia durante le fasi di inviiatura e maturazione. Oltre alla gestione agronomica, sono consigliabili anche trattamenti fitosanitari con prodotti di accertata efficacia, specialmente quando le condizioni meteo si stiano rivelando avverse proprio come quelle della presente stagione.
Fra le diverse soluzioni applicabili si evidenziano alcune sostanze attive innovative, ad azione diretta, di elevata efficacia ed esenti da residui, i terpeni, sostanze aromatiche naturali che si sono rivelate in grado di fermare la proliferazione della malattia. Essi agiscono nelle diverse fasi dell’intero ciclo della malattia, sia su micelio latente che sui conidi, impedendone la sporulazione.
Sul mercato esiste dal 2016 un formulato specificatamente realizzato a base di terpeni, ovvero 3LOGY di Sipcam Italia, sospensione acquosa di capsule contenenti tre terpeni selezionati fra i molti esistenti in natura, ovvero timolo, geraniolo ed eugenolo.

L’impiego di 3Logy, non solo in fioritura, ma anche all’invaiatura e durante la fase di maturazione, con il fine di tenere sotto controllo le infezioni latenti e conidiche della malattia, consente di abbatterne significativamente le potenziali successive sporulazioni.

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