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Stelle della cooperazione, storie di successo

In Abruzzo una serata di confronto sul presente e il futuro della cooperazione vitivinicola.

Daniele Accordini, direttore della Cantina Valpolicella Negrar (Verona), leader nella produzione dell’Amarone, e Giovanni Greco, presidente della Cantina Viticoltori Associati di Canicattì (Agrigento), sono stati gli ospiti d’onore della serata del 28 giugno sulla terrazza della Cantina Sangro (Fossacesia, Chieti), in cui si è parlato del presente e del futuro della cooperazione vitivinicola, dei successi raggiunti e delle sfide da affrontare, alla presenza di duecento viticoltori.

A organizzare l’evento, come ormai da quattro anni, la Cantina Frentana, il cui presidente Carlo Romanelli ha aperto i lavori spiegando che il percorso di collaborazione con la Sangro, avviato alcuni anni fa, si avvicina alla conclusione con la fusione in una sola, grande impresa cooperativa.
Giuseppe Mauro, professore di economia all’Università di Chieti-Pescara, ha “benedetto” questo percorso spiegando come la concentrazione tra cooperative sia l’unico modo per poter raggiungere la dimensione e l’efficienza necessaria ad affrontare le sfide che attendono il vino abruzzese e italiano: ad esempio quella di aggredire nuovi mercati come quelli asiatici, dove l’Italia fatica, a causa di un’offerta troppo dispersa e disorganizzata. “I vostri competitori non sono le cantine vicine – ha aggiunto il direttore Accordini – sono i francesi, i sudafricani, gli australiani, che sono già presenti e aggressivi sui nuovi mercati, mentre quelli tradizionali dell’Europa e del Nord America possono ancora dare soddisfazioni, ma vanno ormai verso la saturazione”.

Storie diverse per le due cantine: quella di Negrar nata nel 1933 per scelta di pochi proprietari terrieri illuminati, quella di Canicattì sull’onda delle lotte contadine del dopoguerra contro il latifondo. Ma entrambe oggi cantine moderne con belle esperienze da portare. Negrar imbottiglia il 100% della produzione e compete alla pari con aziende private di grande prestigio su un mercato mondiale di vini di lusso quale è quello dell’Amarone, mentre la cantina agrigentina, specializzata nella produzione soprattutto del Nero d’Avola, produce ancora una parte di vini sfusi ma ha scelto da tempo la strada della qualità. “La scelta di ridurre le rese e di puntare in alto – ha spiegato Giovanni Greco – è costata sacrifici, abbiamo anche perso un po’ di soci per strada che non condividevano questa politica, ma alla lunga ha dato i suoi frutti”. “Occorre tenere la linea con fermezza– ha ribadito Accordini -  i risultati non possono arrivare subito, bisogna essere perseveranti e credere nell’azienda, anche incrementando anno dopo anno il capitale sociale, per dare all’impresa più forza e consentirle di continuare a investire. Il cooperatore deve capire che non è un fornitore di un’altra azienda, è imprenditore due volte, prima a casa sua producendo ottime uve e poi in cantina, che è sempre casa sua”.

Entrambe le cantine ospiti fanno parte, insieme alla Frentana e altre quattro cooperative italiane di prestigio, della rete di imprese The Wine Net.

La serata sotto le stelle si è conclusa con un buffet accompagnato da eccellenti vini delle due cantine ospiti, Sicilia DOC Grillo e Nero d’Avola e Ripasso e Amarone della Valpolicella.  

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