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A Bordeaux è crisi

Crédit Agricole aumenta il plafond per il credito a breve alle aziende.

Con un mercato fermo e prezzi in picchiata del 25%, il principale istituto di credito francese, che gestisce l’85% del sistema finanziario della viticoltura bordolese, ha deciso di immettere liquidità nel sistema per limitare il calo dei prezzi del vino sfuso.

All'inizio di maggio la Banca verde ha aumentato il massimale del sostegno in denaro per le aziende vinicole private, con prestiti in denaro i cui massimali sono aumentati dal 50 al 70% del fatturato (calcolati sulla media di due campagne precedenti). "È un aiuto a breve termine per evitare un crollo dell'economia, con rimborsi alla fine dell'anno", ha detto Pascal Gentié, presidente della cassa regionale della banca.  “Se le cose non miglioreranno e la crisi diventerà strutturale, serviranno altri strumenti, come la ristrutturazione del debito.”

Per ora la commercializzazione è ferma e le prospettive di ripresa sono incerte. Dopo dieci mesi di campagna 2018-2019, i rossi sfusi accusano il colpo delle ultime statistiche del Consiglio Interprofessionale dei vini Bordeaux (CIVB): -24% per il Bordeaux (con 931.000 ettolitri), -22 % Saint-Emilion e dei suoi satelliti (98 000 hl), -19% per i Côtes (135 000 hl), -9% per Graves e Médoc (99 000 hl). Il prezzo medio di un tonneau (9 ettolitri) di Bordeaux rosso è sceso a € 1.215 al mese di maggio (dati CIVB).

Fonte: Vitisphere

Nota della redazione: la crisi non riguarda, se non molto marginalmente, i Grands Crus e altri vini di alta gamma, ma occorre ricordare che essi rappresentano una minima parte rispetto ai 120.000 ettari del vigneto bordolese. 

Foto in apertura: Bordeaux, Place de la Bourse

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