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Acqui rosé DOCG, approvato il disciplinare

Si tratta di un Brachetto in versione secca o semi-dolce e spumantizzata.

Il Consorzio di Tutela Vini d'Acqui comunica l'approvazione del nuovo disciplinare che prevede la versione spumante Rosé del vino acquese a base del vitigno Brachetto, più noto nella versione dolce come vino da dessert. Si tratta di un'innovazione di prodotto che negli auspici dei produttori dovrebbe incontrare le attuali tendenze del mercato. Aromatico, ma con aromi terpenici più delicati del Moscato, il vitigno sembra prestarsi in effetti bene alla produzione di uno spumante di qualità in una versione adatta all'aperitivo e all'abbinamento con i cibi salati.

Un aspetto interessante della modifica del disciplinare riguarda la possibilità di realizzare la presa di spuma e l'imbottigliamento fuori dalla zona di produzione, in Lombardia, Liguria, Emilia Romagna e Valle d’Aosta. E' la rottura di un tabù, quello dell'imbottigliamento in zona come strumento di controllo e valorizzazione. Basti pensare che alcuni vini italiani stanno percorrendo il tentativo esattamente opposto, quello di limitare l'imbottigliamento, oggi allargato, a un'area più ristretta. E' un tema complesso, ci sono pro e contro in entrambi i casi: nel caso dell'Acqui rosé il Consorzio ha ritenuto che i vantaggi fossero più dei rischi e probabilmente con ragione. Il sistema delle fascette di stato numerate consente la tracciabilità di ogni bottiglia. Nessun meccanismo è sicuro al 100% rispetto alle possibili frodi, ma probabilmente non è l'allargamento della zona di imbottigliamento alle regioni che confinano con il Piemonte ad aumentare tale rischio. In compenso questa possibilità può favorire l'allargamento di un mercato che da diversi anni, come per molti vini dolci, vive una certa stagnazione, a cui si è fatto fronte finora con forti sacrifici nei volumi produttivi (massimali per ettaro) e a cui ora si cerca di rispondere con un prodotto innovativo e con un possibile ampliamento della platea degli imbottigliatori.
Per quello che vale la mia modesta opinione, l'unica versione di Acqui rosé che ho finora assaggiato (della cantina Tre Secoli) mi è piaciuta molto, e auguro ai produttori che molti altri possano apprezzarla.

Di seguito riporto il comunicato del Consorzio. 

Acqui Terme 5 maggio 2019. Lo scorso 30 maggio a Roma il Comitato Nazionale Vini DOP e IGP ha approvato la modifica del disciplinare di produzione del Brachetto, l’unico vino spumante naturalmente rosato con la docg, cioè con la denominazione d’origine controllata e garantita, ottenuto da un unico vitigno al cento per cento piemontese e italiano che ora si potrà imbottigliare non solo nell’area di produzione, ma anche nelle regioni che confinano con il Piemonte.

L’Acqui docg Rosé, variante non dolce del Brachetto, vino spumante con tipologie da extra brut a demi–sec da uve aromatiche brachetto, ha ottenuto la modifica del disciplinare che ne permetterà la presa di spuma e l’imbottigliamento in Lombardia, Liguria, Emilia Romagna e Valle d’Aosta.

Il disciplinare permette anche di vinificare solo in zona un Acqui D.O.C.G. nella versione cosidetta - “ferma”- vino, rosè e rosso non dolce, che alcuni produttori dell’acquese stanno già proponendo sul mercato con annata 2018.

«È un grande risultato che permetterà a questa tipologia ipotesi di sviluppo interessanti che spero saranno colte dalle Case spumantiere» è il commento di Paolo Ricagno, presidente del Consorzio di Tutela del Brachetto e Vini d’Acqui che recentemente è stato confermato alla guida dell’Ente. 
La modifica del disciplinare che permette l’imbottigliamento fuori dall’area piemontese della docg è auspicata dal Consorzio da quasi un paio d’anni. Il risultato è stato possibile grazie anche al supporto della Regione Piemonte.

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