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OCM promozione, bando per il 2020

Entro il 1 luglio bisogna presentare le domande per i programmi nazionali.

Il Decreto relativo è stato pubblicato dal MIPAF il 30 maggio. LINK:

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/14033

“VISTO il decreto dipartimentale 21 febbraio 2019 n. 1188, recante “Programma nazionale di sostegno al settore vitivinicolo - Ripartizione della dotazione finanziaria relativa alla campagna 2019/2020” e, in particolare, gli artt. 1 e 3 del sopracitato decreto dipartimentale che prevedono, per la misura “Promozione sui Mercati dei Paesi terzi”, una dotazione finanziaria per l’anno 2020 pari ad euro 101.997.000,00, ripartiti in euro 30.599.100,00 per i fondi quota nazionale ed euro 71.397.900,00 per i fondi di quota regionale; (…)”

Sebbene il bando sia relativo alla campagna 2019-2020, di fatto i tempi tecnici comportano che i progetti dovranno essere realizzati a partire dal 1 gennaio 2020, quindi essere realizzati nello spazio di un anno.

Le priorità nell’assegnazione dei fondi privilegiano: il nuovo beneficiario (non ha avuto contributi OCM Vino per il periodo 2014-2018); progetti rivolti ad un nuovo paese non UE o a un mercato emergente; progetti che richiedono contributi pubblici inferiori al 50%; consorzi di tutela e loro federazioni o associazioni; progetti esclusivamente dedicati a vini Dop e/o Igp; vini provenienti da uve di produzione propria (o di propri associati); progetti che aggregano piccole imprese;

Il contributo dei fondi europei (erogati attraverso lo stato per i progetti nazionali e multiregionali, dalle regioni per i progetti regionali) è pari al massimo al 50% delle spese e può essere integrato con fondi nazionali o regionali (al massimo il 30% delle spese sostenute per realizzare il progetto) fino a non superare nel complesso l’80% delle spese totali (ma in realtà questa contribuzione aggiuntiva è improbabile).

Per quanto riguarda i progetti regionali ancora si attendono i bandi. La scadenza per le domande relative ai progetti nazionali (almeno 5 regioni coinvolte) è fissata al 1 luglio 2019. Entro il 25 settembre le Regioni dovranno far pervenire ad Agea la graduatoria dei progetti multiregionali (almeno due regioni) ammissibili a finanziamento, mentre il 30 settembre è la scadenza entro cui le Regioni devono consegnare a Ministero ed Agea la graduatoria dei progetti regionali ammissibili, ed entro la stessa data il Ministero trasmette ad Agea la graduatoria dei progetti nazionali ammissibili a contributo.

Ciascun soggetto partecipante deve richiedere, pena l’esclusione del soggetto proponente, per Paese terzo o mercato del Paese terzo destinatario un contributo minimo pari a euro 25.000.
Per le imprese medie e le grandi imprese il contributo massimo richiedibile è pari al 5% del valore del fatturato globale riportato nell’ultimo bilancio, mentre per micro e piccole imprese, il contributo massimo richiedibile è pari al 10% del fatturato dell’ultimo bilancio.

Le organizzazioni riunite nella filiera vino, Confagricoltura, Cia, Copagri, Alleanza Cooperative Agroalimentari, Unione italiana vini, Federvini, Federdoc e Assoenologi hanno rilasciato una nota non priva di rilievi critici: “Si tratta di un bando particolarmente atteso da tutte le imprese vitivinicole italiane perché consente di sostenere l’ingresso dei nostri vini nei mercati extra Ue attraverso un importante sostegno finanziario e di aprire nuove opportunità per i produttori. Proprio per queste ragioni, tenuto conto anche di quanto già accaduto in passato, stupisce il fatto che il Ministero non abbia ritenuto opportuno avviare un confronto pubblico e trasparente con le organizzazioni di rappresentanza per la definizione delle regole e dei contenuti del Bando 2019 (…) Un momento di condivisione, peraltro coerente con la nuova impostazione dei rapporti tra imprese e Pubblica Amministrazione - prosegue la nota - avrebbe sicuramente garantito una maggiore aderenza del decreto direttoriale alle finalità che la misura di promozione intende realizzare. È per questo che la filiera del vino rinnova piena disponibilità anche immediata ad un confronto con il Ministero, con l’obiettivo di dare piena corrispondenza agli obiettivi della misura e superare le criticità nell’interesse di tutto il settore vitivinicolo italiano”.

E’ probabile che il Ministero abbia seguito in questo caso una linea “decisionista” per evitare di allungare ulteriormente i tempi, visto il ritardo già accumulato.

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