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Canelli verso la Docg

Approvato il nuovo disciplinare.

Lunedì 15 aprile potrebbe essere stata una data importante per il pianeta Moscato in Piemonte. Infatti, in questa data è stato approvato il Disciplinare della nuova Docg Canelli o Moscato di Canelli. Parecchi piccoli produttori si sono mobilitati per dare concretezza a un progetto che porterà nuova vivacità e nuovo interesse a un settore di lunga tradizione produttiva.
La zona di origine interessa 19 paesi dell’area più tradizionale e qualitativa per la coltivazione del Moscato: 12 sono in provincia di Asti (Calamandrana, Calosso, Canelli, Cassinasco e Coazzolo per intero e Bubbio, Castagnole Lanze, Costigliole d’Asti, Loazzolo, Moasca e San Marzano Oliveto solo in parte) e 7 in quella di Cuneo (Camo, Castiglione Tinella e S. Stefano Belbo per intero e Cossano Belbo, Neive, Neviglie e Mango solo in parte).

Con un procedimento burocratico appena avviato, è probabile che la nuova Docg faccia il suo esordio con la vendemmia 2020. Le prime bottiglie delle tipologie Riserva arriveranno sul mercato dopo una trentina di mesi, mentre quelle senza il riferimento alla Riserva saranno disponibili molto prima. Però, chi volesse già ora testare i caratteri della nuova Docg può farlo acquistando una o più bottiglie di Moscato d’Asti Docg con il riferimento alla Sottozona Canelli.

Non sono da trascurare nemmeno i dati produttivi. A regime, la produzione potrebbe superare i 3 milioni di bottiglie, visto che gli ettari interessati alla Sottozona “Canelli” sono 325. Con l’annata 2018 il Moscato d’Asti Sottozona Canelli dispone già di una settantina di ettari e di una produzione di circa 500.000 bottiglie.

 

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