person_outline
search

La UE apre ai "resistenti" anche sulle DOP?

Una proposta che divide il mondo vitivinicolo.

Il punto è quello della modifica del quadro normativo di riferimento delle DOP vitivinicole a livello europeo. Alcuni paesi (Germania in primis) e molti produttori vorrebbero poter utilizzare anche in alcuni vini a DOP (DOC e DOCG) i nuovi vitigni frutto di incroci ripetuti tra Vitis vinifera e altre specie interfertili. 
In proposito circola un documento di cui abbiamo riprodotto uno stralcio nell'immagine di apertura. 

Naturalmente la modifica di questo quadro di riferimento non comporterebbe tout court un ingresso massiccio dei "resistenti" nei vini a DOP, ma solo, eventualmente, dopo una serie di passaggi: l'iscrizione delle varietà ai registri nazionali, l'autorizzazione alla coltivazione nella specifica regione (e fin qui grossi ostacoli non se ne vedono), la modifica della normativa nazionale di riferimento sulle DOP (quindi di competenza di ogni singolo stato) e, soprattutto, la modifica del disciplinare di produzione di ogni singola denominazione che volesse avvalersi di questa facoltà.
Il tema di fondo è quello del miglioramento della sostenibilità ambientale (ma pure economica) derivante dalla riduzione di trattamenti antiparassitari.

Ma sono molte le voci contrarie, che nel nome del rispetto della tradizione, della storia, dell'identità territoriale, del gusto stesso dei vini che conosciamo, si levano gridando "Non aprite quella porta!".

Non è al momento chiaro quale sarà la posizione dell'Italia al tavolo della discussione, e se ne avrà una, di posizione. Si può infatti ipotizzare una difficoltà di mediazione tra regioni schierate su fronti opposti. Probabile la contrarietà, tra le altre, di Piemonte, Toscana, Sicilia e altre regioni mediterranee, mentre una posizione più aperta potrebbe venire dal Nordest. 

Anche il mondo scientifico appare piuttosto diviso, e tendenzialmente orientato, piuttosto che verso un'apertura troppo ampia agli incroci, verso tecniche più moderne di bioingegneria come la cisgenesi il genome editing. Tecniche che, simulando processi teoricamente possibili in natura attraverso l'incrocio spontaneo o la mutazione gemmaria, potrebbero, sempre in teoria, dotare di specifiche resistenze i vitigni tradizionali senza modificare altri parametri. Tuttavia, secondo a una sentenza della Corte di Giustizia Europea, i prodotti di queste tecniche sono assimilate agli OGM, con tutto ciò che ne consegue sul piano normativo (mentre questo non accade per gli incroci). 

 

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Privacy Policy Cookie Policy
×