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Rosautoctono, i rosati italiani fanno squadra

Un istituto per valorizzare una grande tradizione italiana, da nord a sud.

Rosautoctono, il nuovo Istituto del Vino Rosa Autoctono Italiano, è stato fondato a Roma il 26 marzo. Ne fanno parte sei consorzi di tutela di grandi rosati Doc italiani da uve autoctone (Chiaretto di Bardolino, Cerasuolo d’Abruzzo, Valtènesi Chiaretto, Castel Del Monte, Salice Salentino e Cirò). La prima uscita ufficiale di Rosautoctono è prevista proprio a VInitaly 2019 con uno spazio al padiglione 4- stand G3. 

Un'importante esperienza aggregativa che punta a diffondere la cultura del rosato, che in Italia rappresenta circa il 6% dei consumi: contro il 30% della Francia, dove il boom dei rosé, a trazione provenzale, ha portato questa categoria a superare negli ultimi anni quella dei bianchi, sia in volume che in valore. 

"Abbiamo voluto usare la nuova definizione di vino rosa - spiega il neo-presidente dell'istituto del Vino Rosa Autoctono Italiano, oltre che del Consorzio del Chiaretto di Bardolino, Franco Cristoforetti- perché è quella che riassume le diverse identità dei territori del Chiaretto gardesano, del Cerasuolo abruzzese e del Rosato pugliese e calabrese, tutte fondate su vitigni autoctoni. Come esistono i vini rossi e i vini bianchi, ci teniamo a sottolineare che in Italia esistono i vini rosa, che tra l'altro nulla hanno da invidiare per tradizione e qualità ai rosé francesi, oggi dominanti sui mercati mondiali, dove si bevono 24 milioni di ettolitri di vino rosato, ma dove l'Italia deve e può raggiungere posizionamenti più importanti. Per competere a livello internazionale, tuttavia, abbiamo capito che non bastava essere portatori di una storia bimillenaria e aver raggiunto altissimi livelli qualitativi. C'è bisogno - sottolinea Cristoforetti - di una strategia comune, trasversale a tutto il Paese, e per questo abbiamo deciso di fondare un Istituto che rappresenta un traguardo storico, perché ha come fine prioritario quello di favorire una promozione unitaria e rafforzata, dentro e fuori dai confini nazionali, offrendo al comparto una spinta decisiva". 

Sono previste diverse azioni, dalle iniziative di comunicazione alle campagne di informazione, dalle collaborazioni con testate e guide di settore alla partecipazione a fiere e manifestazioni, dalle attività di ricerca a quella di formazione, fino alla costituzione di un Osservatorio permanente. 

Intanto anche la stampa specializzata dedica rinnovata attenzione al settore dei "rosa", come dimostra la nuova guida "100 migliori vini rosa d'Italia", ultima pubblicazione enoica di Slow Food, che sarà presentata a Vinitaly lunedì 8 alle 15 allo stand della Regione Puglia, padiglione 11.

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