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Il Piemonte annuncia annata a 4 stelle

Secondo la Vignaioli Piemontesi è stata determinante la gestione del vigneto per ottenere uve di qualità in un'annata climaticamente non facile.

È stata una vendemmia molto abbondante: in Piemonte si parla del +30%. Se l’annata 2017 è stata tra le più scarse degli ultimi cinquant’anni, quest’anno si è tornati a valori normali di produzione. Nonostante un clima complesso, con un’estate molto piovosa, si è chiusa «un’annata miracolosa dove il rapporto tra la quantità eccezionale delle uve e la loro qualità è tra i migliori delle ultime annate.». Tanto da assegnare 4 Stelle alla vendemmia 2018 del Piemonte ovvero tra l’ottimo e l’eccellente. Questa l’analisi fatta da enologi, agronomi e giornalisti di settore in Piemonte Anteprima Vendemmia 2018, l’annuale pubblicazione curata da Vignaioli Piemontesi e Regione Piemonte in cui si analizzano dati tecnici e valutazioni sulla vendemmia appena passata e sull’andamento economico generale del comparto vitivinicolo. Un lavoro che Vignaioli Piemontesi porta avanti da oltre 25 anni, dal 1992, raccogliendo minuziosamente i dati regionali di maturazione delle uve e dell’andamento climatico in varie zone vitivinicole del Piemonte. L’ultima pubblicazione è stata presentata a Milano, durante il festival Vivite.

«La vendemmia 2018 – dichiara Giorgio Ferrero, assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte – conferma la qualità della vitivinicoltura piemontese e le sue caratteristiche quasi uniche che ne fanno una delle realtà importanti nel panorama internazionale. È una viticoltura caratterizzata dal territorio collinare, come dimostrano ad esempio i paesaggi vitivinicoli tutelati dall’Unesco di Langhe, Roero e Monferrato. Un territorio in molti casi in forte pendenza in cui il lavoro manuale ha ancora un ruolo centrale. Sono quasi 18 mila le aziende che producono vini Doc e Docg, a sottolineare l’impegno di una viticoltura votata alla qualità e all’export, che gioca una parte molto significativa nell’economia non solo agricola, ma anche regionale e nazionale».

«È stata l’annata del viticoltore professionista – dice il presidente di Vignaioli Piemontesi Giulio Porzio – Il vino si fa in vigna e chi ha saputo gestire bene il vigneto, ha vendemmiato ottime uve. Mi piace pensare che, nella vendemmia 2018, il viticoltore è ritornato il vero protagonista della qualità. Dobbiamo tornare a parlare di reddito perché vuol dire giovani che restano e lavorano la terra».

Il giornalista Giancarlo Montaldo ha presentato i dati economici del Piemonte vitivinicolo 2017: in particolare si è soffermato su alcuni dati generali (superficie, produzione, vitigni autoctoni e internazionali), anche in un confronto analitico e strategico con il passato, per sottolineare l’evoluzione positiva che il comparto vitivinicolo regionale ha conseguito. «Il 2018 è stato molto impegnativo per i produttori piemontesi – spiega Montaldo – E non solo per il clima alterno che ha messo a dura prova le capacità professionali dei viticoltori. L’impegno è stato intenso anche sul piano dei mercati, un po’ per ampliare le aree dove i vini piemontesi sono presenti e apprezzati, un po’ per mantenere nei vari spazi di commercializzazione livelli di remunerazione e immagine coerenti con il valore qualitativo dei vini».

I DATI DELLA VENDEMMIA 2018

E' stata una annata piovosa, con temperature miti d’inverno e infuocate tra luglio e agosto con picchi ben oltre i 35 gradi. La raccolta delle uve è avvenuta tra settembre e ottobre. Tra i vigneti del Piemonte, la produzione di vino è stata di oltre 2,6 milioni di ettolitri in aumento del 30,1% sul 2017. In Italia la produzione è stata di 49,5 milioni di ettolitri (+16% sul 2017), dato che fa del Bel Paese il primo produttore al mondo.

Una vendemmia comunque molto soddisfacente per il Piemonte: dalle analisi e valutazioni svolte costantemente dal servizio tecnico di Vignaioli Piemontesi, coordinato da Daniela Tornato e Michele Vigasio, molti vitigni sono collocati in vetta della classifica. Il risultato migliore è per il Nebbiolo di Langhe e Roero, Pelaverga di Verduno e il Cortese zona Gavi, che si aggiudicano quasi l’eccellenza (quattro stelle e mezzo). Seguono con 4 stelle Barbera, Grignolino, Freisa, Arneis, Erbaluce, Favorita, Vespolina, Chardonnay. Gli altri vitigni stanno nella sfera del molto buono.

Le aziende vitivinicole in Piemonte sono 18.000 su 67.000 totali, mentre gli ettari vitati sono circa 43.417 (-1,8% sul 2017). L’export si conferma attorno al miliardo di euro su un export agroalimentare complessivo di 4,5 miliardi di euro.

Un export che interessa circa il 60% del vino prodotto in Piemonte, di cui il 70% nei paesi comunitari e il 30% nei paesi extra Ue. I principali paesi importatori sono Germania, Gran Bretagna, USA, Francia, Russia, Spagna, Svizzera, Giappone

Solo per la promozione Ocm sui mercati dei Paesi terzi per l’internazionalizzazione e l’export delle aziende vitivinicole piemontesi, la Regione ha stanziato per la campagna 2017/2018 risorse pari a 10.427.850 euro.

Il 33% della produzione vitivinicola in Piemonte arriva dal mondo della cooperazione: 37 cantine cooperative piemontesi sono associate e rappresentate da Vignaioli Piemontesi con 6.242 aziende vitivinicole.

 

(Da comunicato Vignaioli Piemontesi)

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