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SITEVI: quaranta, ma non li dimostra!

Quaranta anni e non sentirli, ci viene da dire. Grande fiera, ben assortita e organizzata all’interno, anche se per rispetto a questo particolare genetliaco della fiera di Montpellier eviteremo di descrivere il disagio nel reperire un parcheggio per l'auto. D'altro canto siamo abituati a ben altri disagi e disfunzioni in Italia.

La fiera è ancora oggi un punto di riferimento per una parte importante del settore produttivo europeo, dominata dai brand dei padroni di casa, ma con una presenza italiana davvero importante.

Le novità

Siamo venuti per questo, non ce lo nascondiamo, soprattutto per quelle inerenti il settore viticolo.
Anche a rischio di facili battute diremo che soprattutto nel settore concimi si respira un'aria diversa rispetto a qualche anno fa.
Molti produttori di fertilizzanti presenti al SITEVI hanno mostrato di convergere verso un approccio più complesso alla nutrizione del vigneto. Aziende come la francese Frayssinet hanno sviluppato ed immesso nel mercato sia prodotti ammendanti per il terreno molto ricchi in flora microbica come il noto Vegethumus sia prodotti fogliari che ottimizzano il metabolismo fogliare come i fertilizzanti liquidi della linea Anthys, nell'ottica moderna di una sinergia virtuosa tra la rizosfera ed il metabolismo fogliare della pianta.

Nel mondo dei materiali da armatura dei vigneti abbiamo trovato alcune novità. Ci ha colpito tra le altre un'innovazione messa a punto per la forma d'allevamento ad alberello chiamata "LES QUICK VIGNE". È in sostanza un anello in PVC nero anti U.V. con sistema di autobloccaggio in grado di essere traslato lungo il tutore quindi di seguire efficacemente la crescita progressiva dei germogli e facilitarne la legatura sulle piante a "gobelet" tipiche della viticoltura mediterranea.


Interessante anche il sistema francese di fissaggio gancetti per fili denominato KEEPFIL UNIVERSEL che con una fascetta adattabile a diverse sagome dei pali riesce a rendere possibile il fissaggio di gancetti per fili a qualsiasi altezza e su pali di qualsiasi diametro o forma.

Tra le azienda italiane espositrici nel settore armature dei vigneti, la Prestil conferma la validità della sua innovazione sui pali in acciaio zincato con il suo palo Tornado, le cui nervature stampate su tutta la superficie conferiscono una superiore robustezza e rigidità, caratteristiche molto apprezzate soprattutto da chi utilizza elevata meccanizzazione all'interno dei vigneti.

Nell'ambito della difesa del vigneto attuata attraverso il biocontrollo, la Bioline Agroscience ha proposto in Francia l'integrazione dell'ormai classica confusione sessuale con la diffusione degli insetti Trichogramma, noti per la loro attività trofica nei confronti delle uova delle tignole, per mezzo di appositi dispenser chiamati Tricholine. Questi diffusori possono essere applicati all'interno della chioma del vigneto in ragione di 100 per ettaro se utilizzati da soli o 50 diffusori per ettaro se utilizzati in abbinamento alla confusione sessuale, con un costo massimo di 85 euro/ha. Sono necessari due lanci a distanza di 15 giorni ed occorre fare molta attenzione ad evitare l'uso di zolfo che altrimenti rischia di penalizzare l'attività dell'insetto utile.

Il sistema STOPGEL GREEN rappresenta la variante a combustibile naturale delle classiche stufette da vigna a combustibile fossile perciò destinato a ridurre i danni legati alle gelate primaverili, purtroppo risultati molto gravi in gran parte dell'Europa viticola durante il 2017. Trattasi di secchi metallici da 6 litri contenenti una sostanza solida prodotta dalla distillazione dei grassi animali, infiammabile ma con bassissime emissioni di fumo ed attivi per 8 ore. Il numero di contenitori da posizionare nel vigneto varia da 200 a 400 in funzione delle temperature raggiunte. Il costo comunicatoci è di circa 8.50 euro per contenitore, pari ad una forbice compresa tra 1700 e 3400 euro per ettaro d'investimento.

La sensibilità verso le gelate tardive è molto alta in Europa tanto da fare riconsiderare anche i grossi impianti ad elica come quelli proposti da Orchard-Rite.

La nostra attenzione è stata colpita dai molti esempi legati alla gestione delle cover crop (inerbimenti stagionali e da sovescio) che tanto interessano dal nostro un punto di vista professionale. Oltre alle varie falciatrici, spesso collegate a trattori di piccole dimensioni, abbiamo trovato alcune soluzioni interessanti per la gestione delle coperture vegetali senza taglio, i rulli da mulching Rolojack (nella foto, www.vitimeca.com) e lo spagnolo Gardell (www.maquinariagardell.com).

Da un punto di vista vivaistico si è ulteriormente consolidata l’attenzione sia sulle selezioni massali aziendali, pratica già da tempo seguita in Italia, sia sull’uso dei su vasetti micorrizati per una pronta ripresa in vigneto, oltre ad una grande serie di servizi volti a soddisfare al massimo la clientela come la termoterapia.

Tra le varie novità in campo vivaistico quella più importante è forse l’innesto tipo F2 presentato dalla francese Hebinger  (www.pepiniereshebinger.fr) che lo sta già proponendo sul mercato. All’interno del salone dedicato al mondo vivaistico abbiamo trovato anche vivaisti italiani promotori delle varietà resistenti (VCR Rauscedo e Vivai viticoli trentini).

Fra le numerose aziende italiane portatrici di innovazioni tecnologiche per la meccanizzazione delle operazioni colturali abbiamo incontrato la piacentina Tecnovict dell’ingegner Giancarlo Spezia. Due le soluzioni innovative presentate per i prodotti di questo marchio: la prima riguardante una app per smartphone che rende possibile il monitoraggio continuo dell’attività della macchina sfogliatrice proposta da Tecnovict, il tutto in modalità wi-fi; la seconda relativa alla ormai prossima introduzione sul mercato di una formulazione adatta per la viticoltura biologica del diserbo sulla fila noto con il nome di Schiumone (www.tecnovit.com).

 

Una delle novità più interessanti e fuori dai consueti schemi di pensiero è quella del P-Box Genodics (www.genodics.com), un diffusore di suoni definiti le cui frequenze sarebbero in grado di stimolare nelle piante la sintesi di determinate proteine a loro volta legate all’attivazione delle loro difese naturali (Genodies). Una tecnica che una volta unita alla difesa tradizionale potrebbe aprire interessanti orizzonti sulla capacità delle piante di relazionarsi col mondo esterno come da anni evidenziato dal Prof. Stefano Mancuso dell’Università di Firenze.

Una parte della manifestazione è stata dedicata alle tecnologie d’ausilio per gli agronomi nella loro attività; infatti, molte società di servizi sono sorte per sfruttare una nuova serie di sensori in grado di di rilevare malattie come il complesso del Mal dell’Esca o la Flavescenza dorata (www.carbonbee.fr).

Dall’altro canto, le nuove possibilità dell’automazione come il robot TED in grado di gestire autonomamente il sottofila di un vigneto non possono che ampliare gli orizzonti e le speranze di superare le difficoltà di tutti i giorni nel reperire manodopera e tempo per effettuare questa importante pratica agricola (www.naio-technologies.com).

Sulla parte meccanica è infine utile ricordare il Poutre Sirocco della CGC AGRI, un interceppo a  ruota posteriore capace di lavorare sotto fila con una maggiore efficacia per via della sua particolare sagoma (www.cgc-agri.fr).

Conclusioni

Pur constatando la mancanza di vere e proprie invenzioni rivoluzionarie, la nostra sensazione è stata quella comunque di trovarsi di fronte ad un mondo in continuo, progressivo ed inesorabile rinnovamento dove ogni piccolo passo in avanti non fa che confermare la salute intellettuale di un settore così importante ed affascinante quale quello vitivinicolo.

Se la vita comincia a quarant’anni allora auguriamo lunga vita al Sitevi. E anche a noi che abbiamo superato i cinquanta.

Fabio Burroni e Marco Pierucci, studio associato Agronominvigna

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