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Amazon: stop alla vendita online di vino in USA

L'acquisizione della rete di distribuzione Whole Food Market è incompatibile con la vendita online, in base alle leggi americane.

Nel campo del commercio elettronico del vino quella di Amazon è la ritirata più clamorosa che si potesse immaginare.

La compagnia di Seattle ha notificato ai produttori di vino lunedì scorso che la società avrebbe chiuso l'attività di Amazon Wine alla fine di quest'anno. E’ una conseguenza dell'acquisizione della rete di distribuzione Whole Food Market  da parte di Amazon, all'inizio di quest'anno.

I tentativi di Amazon di entrare nel mercato del vino erano cominciati nel 2000, quando la società investì 30 milioni di dollari in un'impresa di vino poi fallita, con Wineshopper.com; nuovo tentativo nel 2009, fermato da norme limitanti sul trasporto di alcolici.

A partire dal 2012, Amazon ha semplificato il suo modello, agendo come intermediario. Non gestisce magazzini e spedizione del vino ma offre solo una vetrina e un servizio alle cantine, che devono avere una loro propria regolare licenza di vendita e spedizione, raccogliendo il 15 per cento di provvigione su ogni ordine.

La decisione di chiudere è dovuta alle cosiddette " tied-house laws” leggi sulle aziende collegate, che vietano al commerciante di alcolici di ricevere pagamenti da altri fornitori per pubblicizzare i loro prodotti. Le azioni di lobby di Amazon per superare questo ostacolo non hanno avuto successo.

Il più grande rivenditore online negli Stati Uniti non potrà quindi restare nel mercato del vino via internet. Al momento la sua offerta è enorme, circa 10.000 vini provenienti da tutto il mondo. Non è chiaro se la consistenza delle vendite attraverso gli esercizi di Whole Food Market sarà paragonabile a quella che già aveva raggiunto con la piattaforma online.

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