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Con Lorenzo Gancia se ne è andato un pezzo di storia

E‘ mancato a Canelli, il 6 ottobre scorso, Lorenzo Vallarino Gancia. Il patriarca della famiglia che ha scritto la storia degli spumanti italiani aveva 87 anni.

Suo fratello maggiore Carlo era mancato nel 1982. Entrambi erano stati adottati dallo zio Camillo, che aveva guidato con eccellenti risultati la ditta Gancia nei primi decenni del sec XX. Gli stabilimenti omonimi, da oltre 150 anni, s’integrano con il territorio, con l’economia e con la comunità di Canelli e dintorni. Si tratta di un complesso di edifici, di oltre 60 mila metri quadrati, con magazzini, cantine, cortili, uffici e appartamenti. Cesare Pavese, dedicò ai Gancia un breve riferimento nel romanzo “La luna e i falò”. L’azienda venne fondata nel 1850 ad opera di Carlo Gancia. Nato nel 1829, a Narzole, da una famiglia di commercianti di vino, si trasferì a Torino per lavorare, con diverse mansioni, presso il rinomato caffè Dettori in piazza Castello.

Qui conobbe sicuramente i primi Champagne. Incuriosito nel 1848 abbandona il lavoro a Torino e si fa assumere da una rinomata casa di Champagne a Reims: la Piper Heidsieck. Per ben 24 mesi sarà semplice cantiniere e in seguito esperto “champagnista”. Torna in Italia, a Chivasso fonda la prima cantina per produrre spumanti e vermut. Anni dopo si trasferisce a Canelli ove dà il via alla produzione del Moscato Champagne. Nel 1873 all’Esposizione Internazionale di Vienna, gli spumanti Gancia sono premiati con un diploma. Seguirà Parigi nel 1878. Scrive un cronista: Gancia è l’unico produttore italiano di Champagne, mentre nel 1874 il Ministero dell’Agricoltura loda gli spumanti Gancia esportati in Danimarca. In vero la cantina di Canelli è un’eccezione nel panorama piemontese. Ma ormai la strada è iniziata e a Carlo Gancia va il merito di essere stato il pioniere riguardo al processo industriale sugli spumanti. Anche negli anni successivi la ditta Gancia è protagonista eccellente della spumantistica italiana. Tecnici di altissimo valore, come Armando Strucchi e Carlo Mensio, razionalizzano i difficili e complessi metodi di produzione del Moscato dolce. Nel 1946 alla Gancia arrivano le prime autoclavi Gianazza, mentre nel 1968, nelle medesime cantine, nasce il primo spumante secco made in Italy. Si tratta del Pinot “Rocca de Giorgi” e prende il nome dalla tenuta nell’Oltrepò Pavese, che fornisce le uve.

 Lorenzo Vallarino Gancia oltre all’attività imprenditoriale ha ricoperto importanti incarichi pubblici. Per decenni è stato attivo nell’organizzazione confindustriale, per sette anni Presidente del Fai, il fondo italiano per l’arte, per il Piemonte. Inoltre è stato uno dei principali fautori dell’operazione che ha portato al riconoscimento dei paesaggi vitivinicoli piemontesi a Patrimonio Unesco. Nel 2011, con altri componenti della famiglia, traghettò la Gancia nella complessa cessione al magnate russo Roustam Tariko che ne è l’attuale proprietario.

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