person_outline
search

Unione Italiana Vini: Ernesto Abbona è il nuovo presidente

Il presidente della Marchesi di Barolo subentra ad Antonio Rallo, che ha lasciato per motivi personali

Ernesto Abbona (nella foto, sullo sfondo il castello di Barolo) è il nuovo presidente di Unione Italiana Vini, eletto all’unanimità lo scorso 24 luglio dal Consiglio Nazionale dell'associazione.
Presidente e A.D. della Marchesi di Barolo, già vice presidente vicario di UIV, resterà in carica per il prossimo biennio. Lamberto Frescobaldi è stato nominato nuovo vice presidente vicario.

Accetto questo ruolo con grande responsabilità e senso del dovere – commenta Ernesto Abbona - raccogliendo il testimone da Antonio Rallo che, durante la sua presidenza, ha intrapreso con risultati importanti un percorso di riorganizzazione e rafforzamento di Unione Italiana Vini e di tutte le sue strutture operative. Per la fiducia manifestata nei miei confronti, ringrazio tutti i consiglieri".

“Ernesto Abbona rappresenta la giusta scelta per la presidenza di Unione Italiana Vini – ha dichiarato Antonio Rallo, che ha lasciato in anticipo la presidenza -: in questo anno abbiamo collaborato a stretto contatto e ne ho potuto apprezzare le competenze e la dedizione al lavoro. La lunga e preziosa esperienza maturata nell'associazione gli permetterà di guidare il cammino di innovazione che abbiamo condiviso”.

Il Dr Rallo, responsabile della produzione di Donnafugata, l'azienda di famiglia, e presidente del Consorzio DOC Sicilia, ha così motivato la sua scelta di parziale disimpegno: “Ho preso questa decisione per ragioni di carattere personale e per l'impossibilità di garantire all'UIV una piena disponibilità temporale che, oggi, non riesco più ad assicurare, con la continuità e la costanza con cui ho affrontato questo mandato, iniziato a maggio 2016. I nuovi progetti dell’azienda di famiglia che conduco con mia sorella, e la perdita di nostro padre Giacomo che ne era una colonna portante, mi hanno spinto a prendere una decisione ponderata, con la serenità di chi è consapevole dei propri limiti fisici e “geografici” – e le distanze dalla Sicilia contano – e della conseguente valutazione di ciò che ciascuno di noi può apportare, in questo momento, alla guida dell'associazione. In cuor mio ho sentito l'esigenza di fermarmi ora, con il rigore che ha sempre contraddistinto ogni mia scelta – per educazione e cultura imprenditoriale – sapendo che lascio la presidenza ma non il gruppo dirigente, in quanto resto consigliere”.

 

 

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

×