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I giovani viticoltori dei Sorì.

E’ stata presentata lunedì 10 aprile 2017 al Vinitaly, presso lo spazio istituzionale Regione Piemonte, la nuova ricerca storica intitolata: “I giovani viticoltori dei Sorì. I vigneti storici della zona docg del Moscato d’Asti”. Autore: Lorenzo Tablino.

Detta ricerca è stata effettuata grazie ad un contributo della Regione Piemonte -Assessorato Agricoltura, Caccia e Pesca. Erano presenti: Giorgio Ferrero, Assessore Agricoltura reg. Piemonte, alcuni dei giovani viticoltori intervistati, giornalisti e produttori vinicoli. In tema “Sorì del moscato”, negli anni 2013 -2015, erano state effettuate numerose ricerche che avevano portato alla realizzazione del testo la “Fatica del Sorriso - Le vigne da salvare”, edito nel febbraio 2015 dal Consorzio Tutela Asti e curato dal medesimo autore.

L’attuale ricerca, estesa alle tre provincie del territorio d’origine del Moscato d’Asti, ha coinvolto 17 giovani viticoltori, di ambo i sessi, presenti nei comuni di Cossano Belbo, Camo, Castiglione Tinella, Santa Vittoria d’Alba, Strevi, Acqui, Santo Stefano Belbo, Mango e Neviglie. Nella complessa filiera del moscato sono emerse, soprattutto i questi ultimi due anni, numerose problematiche correlate in primis alla valorizzazione dell’immagine e della qualità del Moscato d’Asti e dell’Asti sui mercati di tutto il mondo. Un tema ben conosciuto da molti anni tra gli addetti, e oggi ancora irrisolto, è quello correlato ai cosiddetti “Sorì o vigneti storici della zona docg del Moscato d’Asti”. Il termine Sorì nella tradizione rurale, in genere è riferito ad una porzione di terreno a forte pendenza, si può ipotizzare oltre il 40%. Spesso, in presenza di pendenze molto elevate, il viticoltore è costretto a terrazzare la superficie coltivabile. Come in Mosella, Roussillon, Valtellina, Cinqueterre e Costa d'Amalfi.

Ma altre due valenze occorre aggiungere per meglio comprendere il valore di un cosiddetto Sorì:

1 - La felice esposizione ai raggi solari. Potremmo pertanto avere un Sorì del mattino, del pomeriggio e della sera, secondo l'esposizione prevalente a est, sud, ovest. In caso di vigneto terrazzato le pietre consentono di immagazzinare calore di giorno per poi cederlo pian piano nelle ore notturne, aiutando in tal modo la maturazione delle uve.

2 - L’altitudine: la media dei Sorì si aggira tra i 350-450 mt slm.

Gli elementi specifici che contraddistinguono la viticoltura dei Sorìsono: scarsa meccanizzazione, prevalenza di lavori manuali, crescita del numero di ore lavorative, rese in uva non elevate, qualità del prodotto eccellente. Aggiungiamo che se per un ettaro di vigneto normale, un addetto, disponendo di adeguati macchinari è impegnato mediamente per 350-400 ore annue, per un classico Sorì, con pendenza oltre il 45%, le ore medie lavorative annue diventano almeno 1000. Di fatto è la forte pendenza del terreno il fattore condizionante. A fronte di enormi difficoltà e maggior fatica, il viticoltore che conduce i Sorì non riesce ad ottenere un reddito proporzionato all’oggettiva qualità dell’uva prodotta. Da un lato i maggiori costi di conduzione, dall’altro la minor quantità d’uva prodotta riducono fortemente il ricavo netto del vigneto.

Il problema è in massima parte correlato al prezzo dell’uva conferita. Non viene assolutamente riconosciuta dall’acquirente la qualità intrinseca. Infatti, nell’accordo interprofessionale regionale il prezzo non è differenziato, rispetto ad altri viticoltori che producono in condizioni migliori e con costi ben diversi. Di fatto il reddito ricavato dalla conduzione dei Sorì del moscato è troppo basso, spesso non copre neppure le spese di conduzione del vigneto stesso.

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