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I vigneti a pergola, tipicità italiana

I vigneti allevati a pergola in Italia, oltre a costituire la quasi totalità della superficie per le uve da tavola, rappresentano circa il 12 % della superficie vitata nazionale per uva da vino, con punte dell’85% per il Trentino e per l’Abruzzo.

In Provincia di Verona la pergola veronese rappresenta circa l’80% per la Valpolicella e l’85% per il Soave, il cui Consorzio di Tutela ha organizzato lo scorso 19 maggio un importante convegno sull’argomento alla presenza di un centinaio di giornalisti, di cui circa la metà stranieri.
Essendo poco meccanizzabili, i vigneti a pergola sono, non a caso, diffusi in Italia, dove domina la piccola azienda familiare.
Uno degli scopi dell’incontro era quello di mettere in discussione un pregiudizio vecchio, ma ancora piuttosto diffuso, che riguarda il rapporto tra forme a pergola e qualità del vino. A conclusione del convegno la degustazione di una trentina di vini italiani di altissima qualità, dalla Val d’Aosta alla Campania, inclusa una buona rappresentanza del Soave, scelti dal giornalista inglese Walter Speller (collaboratore per l’Italia della famosissima wine-writer Jancis Robinson), penso che abbia fatto piazza pulita di tale pregiudizio. L’uomo è artefice della qualità, con qualunque forma di allevamento; e non può esistere un solo modello mondiale di viticoltura perché i climi, i suoli, i vitigni sono diversi, e su questo fatto anche la tradizione della pergola, dove esiste, trova il suo fondamento.
Attilio Scienza, Università di Milano, ha illustrato la transizione storica dalle viti selvatiche alle forme arcaiche di viticoltura fino alle pergole attuali; Federica Gaiotti, del CREA di Conegliano, ha portato i risultati di una ricerca sul Soave nel confronto tra pergola e spalliera, evidenziando come, soprattutto in annate calde, i vini provenienti da vigneti a pergola abbiano dato migliori responsi qualitativi del Guyot; infine Walter Speller ed io abbiamo illustrato con l’aiuto di foto e mappe la molteplicità dei paesaggi italiani e le cantine dalle quali arrivavano i vini della degustazione. 

Foto in apertura: vigneto a Carema
In basso: l'intervento di Walter Speller all'incontro di Soave

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