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Chiude Radici del Sud e guarda al futuro

Si è conclusa il 5 giugno a Bari la manifestazione "Radici del Sud", dedicata ai vini da vitigni autoctoni dell'Italia meridionale. Un evento che ha guadagnato negli anni prestigio crescente, e che è oggi riconosciuto come uno dei più importanti momenti di valorizzazione del vino italiano.

Gli incontri "business to business" tra i produttori e buyer da diversi paesi del mondo, il concorso e il festival finale aperto al pubblico rappresentano i principali elementi di Radici.

Le giurie, composte da buyer e giornalisti, da enologi dell’Associazione Assoenologi e da membri del circuito Vinarius, erano suddivise secondo un nuovo criterio. I giurati erano distribuiti in 4 gruppi di cui due prevalentemente di buyers e due di giornalisti e critici del settore. Due i presidenti di giuria: Alfonso Cevola per i buyer e Daniele Cernilli per i giornalisti, coadiuvati rispettivamente da Ole Udsen, importatore danese e dal giornalista Bernardo Conticelli. In questo modo è stato possibile incrociare i giudizi dei critici con quelli di chi, invece, ha un occhio di riguardo per il lato commerciale di ciascun vino.

Le giurie hanno selezionato 70 vini finalisti. L'assegnazione dei premi speciali ai tre vincitori assoluti sarà poi affidata a una giuria italiana.

A questo LINK altre informazioni e tutti i vini finalisti.

Una particolarità dell'edizione 2017 è stata la presenza di una qualificata delegazione cinese, in rappresentanza di diverse zone del grande paese, invitata da Alessio Fortunato, consulente per importatori e distributori nel mercato asiatico. Nonostante una conoscenza generale sui vini italiani, per i professionisti cinesi è stato un grande piacere scoprire la grandissima diversità delle varietà autoctone del Sud Italia. Durante gli incontri B2B hanno avuto modo di interagire con le aziende e con il concorso di degustazione di approfondire ulteriormente la conoscenza del territorio. Il viaggio dalla Cina è nato dall’esigenza di aumentare il loro portfolio con i vini italiani, probabilmente con nuovi vini rossi. E se vini come il Primitivo, Negroamaro e Nero d’ Avola sono varietà già ben conosciute in Cina, dopo i vari incontri di degustazione, alcuni importatori asiatici hanno adesso capito le grandi potenzialità di vini bianchi come il Fiano, il Greco e il Grillo e alcuni di loro hanno iniziato a valutare la possibilità di importarli in un futuro prossimo. L’Aglianico è un’altra varietà nota da tempo agli importatori i quali hanno però molto apprezzato le varie sfumature che questo vitigno esprime nella zone del Vulture. Ma è stato il Nero di Troia la vera sorpresa per gli importatori Cinesi, un vino molto interessante e allo stesso tempo adatto per alcune zone della Cina meridionale. Gli importatori cinesi, guidati da Alessio Fortunato, hanno visto un grande potenziale nelle varietà autoctone del Sud Italia. 

Già confermato l'impianto della prossima edizione, che si svolgerà dal 5 all'11 giugno, con i consueti incontri BtoB dedicati alle aziende, il concorso dei vini e la due giorni dedicata al pubblico. La novità sarà che il panel di degustazione si amplierà anche all'olio con tre diverse giurie: una composta da tecnici olivicoli, una da massaie e l'ultima da studenti delle scuole alberghiere. Un modo nuovo di avere a disposizione punti di vista diversi su un mondo, quello dell'olio, con un poteziale ancora fortemente inespresso.

L'altra novità è che nella due giorni dedicata al pubblico, il Salone si trasformerà in un vero e proprio mercato del vino e dell'olio, durante il quale i visitatori, oltre ad assaggiare, potranno anche comprare i prodotti delle aziende.

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