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VITICOLTURA

  • Agrofarmaci, gestione reflui e contenitori

    Nel quadro di un percorso virtuoso che vede la sostenibilità ambientale al centro
    dell’innovazione in agricoltura, il tema degli agrofarmaci (prodotti fitosanitari), del
    loro utilizzo e della loro gestione, dal primo utilizzo fino al lavaggio dei macchinari
    di applicazione e allo smaltimento dei contenitori, assume una valenza di primaria
    importanza...

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  • Applicazione di Trichoderma spp. contro Esca e malattie del legno

    Il genere Trichoderma, largamente usato in agricoltura biologica e integrata per ridurre e controllare diverse malattie in varie colture, può giocare un ruolo importante per un efficace e sostenibile controllo delle malattie del legno (riunite sotto l’acronimo GTDs, Grape Trunk Diseases). 

  • Atomizzatori e controllo funzionale

    Nei trattamenti fitosanitari il problema dell’inquinamento ambientale è particolarmente sentito. Grande importanza rivestono quindi tutte le operazioni di ottimizzazione delle macchine.

    È ormai ben noto che il comparto agricolo, soprattutto negli ultimi anni, si sta ponendo diversi obiettivi atti a ridurre l’impatto ambientale delle diverse operazioni colturali. Nell’ambito viticolo i trattamenti fitosanitari risultano spesso essere i più impattanti, vista la pericolosità (ambientale, verso l’operatore e verso la popolazione in generale) dei principi attivi dei fitofarmaci.

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  • Azoto

    La viticoltura del terzo millennio deve necessariamente avere un approccio razionale alla fertilizzazione, considerata l’importanza che la nutrizione minerale riveste nel condizionare la fisiologia della pianta e quindi gli aspetti qualitativi e quantitativi raggiungibili, che devono essere il più possibile conformi alle esigenze del mercato a cui il produttore desidera ambire.

  • Biodiversità e salute dei suoli viticoli

    L’IMPORTANZA DELLA BIODIVERSITÀ PER IL SETTORE VITIVINICOLO 

    La biodiversità, o diversità biologica, è la manifestazione della diversità vitale della natura e quindi comprende ogni genere e specie di esseri viventi.

  • Biostimolanti per una viticoltura smart

    Una vasta categoria di composti, che comprende sia molecole che microrganismi, si è via via imposta nelle ordinarie pratiche agronomiche di nutrizione e stimolo del vigneto

    Negli anni l’orientamento della politica agricola comunitaria ha ruotato intorno a parole chiave strategiche entrate poi nel calendario dei decisori, degli agricoltori e dei consumatori. Ci sono state la multifunzionalità, le agroenergie, l’ambiente e la sostenibilità. L’idea che si sta affermando nella definizione della nuova PAC 2021-2027 è quella di un’agricoltura smart.

    “L’agricoltura smart è quella che punta sulla conoscenza, l’innovazione, la sicurezza alimentare, il ricambio generazionale, la prosperità per le zone rurali, l’uso diffuso dei dati, il contrasto dei cambiamenti climatici, la tutela dell’ambiente, la resilienza e un reddito equo per gli agricoltori. Smart è la parola che meglio identifica l’agricoltura del futuro.”

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  • Difesa Biologica

    La difesa biologica è passata dalla dimensione piuttosto monotona di una ventina di anni fa, nella quale la disponibilità di mezzi tecnici era ridotta a pochi principi attivi che si contavano sulle dita di una mano (rame, zolfo, Bacillus thuringiensis, piretro e poco più) ad una scelta molto più variegata in termini di disponibilità di sostanze attive e strumenti di controllo.

  • Esca e malattie del legno

    Recrudescenza nell’estate 2016. Qualche speranza dalla dendrochirurgia?
    In molte zone d’Italia l’annata trascorsa sarà ricordata come annus horribilis per le manifestazioni dei sintomi tipici del Mal dell’Esca. 

  • Fertilizzazione, focus sul fosforo

    Concimazione minerale sempre più modulata sulle esigenze effettive della pianta.

    La ricerche condotte negli ultimi venti anni riguardanti la fisiologia della vite, il funzionamento dell’apparato radicale, il ruolo e l’assorbimento degli elementi nutritivi, la correlazione tra lo stato nutrizionale della pianta e i risultati qualitativi e quantitativi conseguibili,

  • Forbici 2.0

     

    Nell’ambito della gestione del vigneto, la fase della potatura invernale è sicuramente una delle operazioni cruciali, sia per l’importanza che per la tempistica. Questa operazione è infatti finalizzata a riequilibrare il carico di gemme della singola pianta, in relazione a molteplici aspetti (varietà, portinnesto, terreno, produzione richiesta, etc.).

    Nello scorso numero abbiamo diffusamente parlato delle attrezzature per la potatura meccanizzata, sia integrale che con rifinitura manuale: si tratta di un’operazione che riduce notevolmente le tempistiche di intervento, ma è attuabile solo ed esclusivamente su forme di allevamento apotatura corta, come il cordone speronato.

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  • Forum nazionale vitivinicolo 2019

    L’innovazione varietale è entrata massicciamente in viticoltura, con dinamiche e velocità superiori a quelle dell’impianto normativo. Quali sono le reali prospettive di impiego dei vitigni di ultima generazione resistenti alle malattie?

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  • Futurama nei vigneti, il vignaiolo con le eliche!

    Un’introduzione a volo radente sull’uso dei droni e di altre tecnologie di precisione in viticoltura. Identificare la viticoltura di precisione con le mappe di prescrizione è corretto?Se non c'è la mappa di prescrizione non è viticoltura di precisione. Nossignori, qui c'è un equivoco. La viticoltura di precisione si definisce tale sulla base dei risultati, non delle tecnologie applicate.

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  • Gelate tardive, ci si può difendere?

    In Italia e Francia aprile ha portato un ritorno di inverno, con gravi danni.

    COME MAI DUE ANNI CONSECUTIVI DI GELATE, SE IL CLIMA SI STA RISCALDANDO?

  • I lombrichi, preziosi alleati

    L’importanza dell’attività degli anellidi per la salute dei terreni agricoli

    Già Charles Darwin nel 1882, nel trattatoLa formazione della terra vegetale per l’azione dei lombrichi, con osservazioni intorno ai loro costumi,aveva messo in evidenza come i lombrichi siano estremamente importanti per la salute del suolo, sia per la loro azione nel ciclo del detrito e sulla struttura, sia per la loro notevole dimensione in termini di biomassa.

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  • Il miglioramento genetico della vite e le nuove varietà

    I professionisti che, negli istituti e nei centri di ricerca pubblici e privati, si occupano di sviluppare attraverso accurati programmi di ibridazione tutto il processo che porta alla valutazione e realizzazione di nuove varietà di vite migliorate geneticamente, si chiamano breeders e del loro lavoro e degli obiettivi più recenti del miglioramento genetico della vite ci parla Asia Khafizova...

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  • Le alternative al glifosate

    Il Glifosate è divenuto, suo malgrado, il simbolo del cambiamento che si vuole in agricoltura. Presentato per anni come l'agrofarmaco più sicuro, bassa tossicità per l'uomo, bassa penetrazione nel suolo e degradazione facile da parte dei batteri, oggi rappresenta un prodotto da evitare.

    Lanciato nel 1974 da Monsanto (Rondoup) in UK e Malesia, arriva nel 1977 in Italia. Parliamo del Glifosate (o Glifosato), l'erbicida più utilizzato al mondo, sistemico non selettivo, che viene traslocato anche negli organi ipogei della pianta. Per questa capacità di eliminare i rizomi sotterranei (efficace ad esempio sulla gramigna nei vigneti che le lavorazioni meccaniche diffondono anziché contrastare) è usato anche in applicazioni non agricole (tipicamente lungo le massicciate delle ferrovie).

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  • Le vendemmiatrici non fanno più paura

    Negli ultimi anni anche in Italia si stanno diffondendo sempre più le vendemmiatrici meccaniche. Nate negli Stati Uniti verso la fine degli anni ’60 (la prima in assoluto era la Chisolm-Ryder del 1969) e arrivate in Europa qualche anno dopo (la prima macchina europea era la francese Braud 1020 del 1975),

  • Novità nella difesa biologica dei vigneti

    Il mondo del bio si evolve, giustamente, e nuovi prodotti sono disponibili. Si ravvisa però a tratti una chiusura verso l’innovazione, che non deve prevalere, per il bene del settore.

    Scrivevamo due anni fa su queste pagine, a proposito del fermento innovativo nell’ambito della difesa biologica, che “… sta influenzando in modo sorprendente anche la difesa integrata che, sempre più sprovvista di innovazioni tecniche, si trova ad attingere ora fiduciosa nel mondo della difesa biologica”. L’entusiasmo per il febbrile cambiamento in corso è ancora vivo e presente.

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  • Oidio difesa precoce

    Erysiphe necatorè l’agente causale del mal bianco, o oidio, della vite. Si tratta di un fungo epifita, in grado di invadere superficialmente tutti gli organi verdi della pianta, foglie e peduncoli, tralci erbacei e le varie parti del grappolo, ma che ne parassitizza solo le cellule epidermiche, attraverso strutture specializzate chiamate austori (Rossiet al., 2006). Gli austori sono rigonfiamenti delle ife all’interno del lume delle cellule vegetali che assorbono dalla cellula stessa gli elementi nutritivi necessari alla crescita del fungo. Inizialmente la presenza dell’austorio non compromette la vita della cellula, ma col tempo la cellula stessa muore e viene “abbandonata” dal fungo. Durante la fase parassitaria quindi il fungo sviluppa le proprie ife e differenzia le proprie strutture riproduttive sulla superficie vegetale, formando una colonia visibile a occhio nudo sotto forma di muffa polverulenta e biancastra.

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  • PREVENZIONE DEL MAL DELL’ESCA TRAMITE AGENTI DI BIOCONTROLLO

    Esperienze con l’applicazione di trichoderma asperellum e trichoderma gamsii in friuli venezia giulia

    Il cosiddetto “complesso del mal dell’esca”, è un’affezione che include almeno due malattie principali: una carie del legno, causata da funghi basidiomiceti (in Europa principalmente Fomitiporia mediterranea) e una tracheomicosi causata principalmente da ascomiceti del genere Phaeoacremonium spp. e, ancor di più, la specie Phaeomoniella chlamydospora.

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