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Il blog di Millevigne, il periodico dei viticoltori italiani diretto da Maurizio Gily.

Come è amaro l’Amarone altrui

Tuoni, fulmini, pioggia e grandine in maggio sulla Valpolicella. Dal cielo, ma non solo. Una decisione del Consorzio di Tutela sulla modifica del disciplinare di produzione ha scatenato altri fenomeni temporaleschi, determinando una spaccatura tra i produttori.
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Irrigazione e terroir

Anche quest’anno la vite ha sofferto danni da siccità in molte regioni. Al mutamento climatico in atto si aggiunge il fatto che i nostri suoli hanno ridotto nel tempo la loro capacità idrica, cioè di immagazzinare acqua.
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Cani vegani

Ho trovato su facebook questo link: http://www.ilcambiamento.it/recensioni/cani_vegetariani_guida_pratica.html E' la recensione di un manuale che spiega come estendere al proprio cane una dieta rispettosa del pianeta e della vita, quindi strettamente vegetariana o "vegana" ... E con questo siamo oltre la soglia del grave disturbo mentale; ma soprattutto, ciò che è più grave, siamo al maltrattamento degli animali, perché imporre a un cane, o peggio a un gatto, una dieta vegetariana vuol dire violentare la sua natura, la sua anatomia, la sua fisiologia costringendolo a un regime di malnutrizione.Un pensiero ispirato dalla compassione verso gli animali si trasforma in una violenza verso di loro, e una filosofia che predica l'amore per la natura in una forzatura contro di essa. Se la scelta vegetariana merita tutto il rispetto, non si può dire altrettanto delle sue derive oscurantiste. Sui social network, ma persino sui muri delle città e sulle pagine dei giornali, sono…
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Igiene: la colpa di essere piccoli

Il concetto che i prodotti alimentari industriali e confezionati siano più “controllati” e quindi più sicuri di quelli artigianali è abbastanza radicato. Ma vari fatti recenti di cronaca, dal cavallo clandestino in sughi e lasagne, all’inquinamento biologico di vari prodotti dispensati nel self service IKEA, fino alle ultime notizie che coinvolgono giganti come Star e Nestlé, disegnano una scenario ben diverso: più una catena di produzione è lunga e complicata, più è difficile ricostruirne tutti i passaggi, tracciare l’origine delle materie prime e assicurarne la qualità.
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Il vino del bastone e la riscoperta del passato

Seguendo il dibattito sempre crescente che vede alzarsi una cortina tra chi (la maggioranza) ha sinora prodotto vino di qualità seguendo le regole e chi propone la filosofia del lassaize faire a la nature, rifiutando qualsiasi intervento chimico o tecnologico in vigneto e in cantina, un nuovo consumatore o un non addetto ai lavori potrebbe pensare che i “Mala tempora” siano quelli attuali e che il vino del passato, quello delle nostre origini sia un modello indiscusso al quale la nuova agricoltura dovrà necessariamente ritornare.
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Degustatori con superpoteri

Che esistano degustatori con doti naturali superiori alla media non vi è dubbio. Sono doti di diversa natura: genetiche, riguardano i recettori olfattivi e gustativi ma anche zone più interne del sistema nervoso, quelle legate alla memoria; poi ci sono aspetti più culturali, l’educazione del gusto, la ricchezza e la capacità di linguaggio.
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La retata delle etichette fuori norma

Un progetto Millevigne per aiutare i produttori italiani a evitare problemi Nelle scorse settimane ci sono stati diversi episodi di contestazione da parte di organi di controllo, in particolare l’ICQ (ex repressione frodi) sull’etichettatura di vini italiani, che hanno colpito soprattutto piccoli produttori e talvolta esercenti. Con sequestri e sanzioni che, se non ai sensi della legge, almeno a quelli del buon senso appaiono spesso sproporzionate alla natura dei reati e soprattutto alle dimensioni produttive delle cantine che le hanno dovute subire.
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Il fantasma della libertà (di impianto)

Il cammino verso la liberalizzazione degli impianti viticoli, prevista in Europa per il 2015, ha avuto una battuta d’arresto. Lo ha riferito il Commissario Ciolos da Cipro, dove erano riuniti i ministri dell’agricoltura della UE: “Non ci sarà un ritorno al passato e neppure una liberalizzazione completa, ma una nuova regolamentazione”.
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Pro Ogm e no Ogm fans club

Uno studio scientifico che presenta dati allarmanti è stato pubblicato dall’équipe francese del professor Séralini, Università di Caen: riguarda gli effetti del mais NK 603 geneticamente modificato per la resistenza al Roundup (il diffusissimo diserbante della Monsanto a base di Glifosate) e del Roundup stesso sull’incidenza di tumori e mortalità di topi da laboratorio. L’articolo è stato pubblicato da una rivista americana piuttosto seria e importante, Food and Chemical Toxycology. Questo è l’abstract dell’articolo, che non traduco onde evitare qualunque possibile travisamento:
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