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Il blog di Millevigne, il periodico dei viticoltori italiani diretto da Maurizio Gily.

Si chiede "naturale", si cerca verità

Editoriale su Millevigne 5/2011 Dopo aver dato nei mesi scorsi ampio spazio ai temi attinenti la viticoltura con metodo biologico ospitiamo in questo numero un articolo di Richard Smart, forse il più noto consulente di viticoltura del mondo, in difesa della viticoltura “convenzionale”. Ne approfitto per ringraziare il Dr Smart e Tina Vierra, con-direttore della rivista americana che ha pubblicato questo articolo prima di Millevigne.Dietro lo stile irriverente tipico del personaggio (“volereste su un aereo disegnato da Rudolf Steiner?”) ci sono argomenti piuttosto solidi anche se, come tutto e tutti, discutibili. La lettura ci trasmette peraltro una visione della viticoltura in cui il concetto di sostenibilità è molto sentito (tra l’altro Smart si è occupato a fondo del tema dell’emissione di gas serra nella filiera vitivinicola e di come affrontare i cambiamenti climatici): ma tale concetto non contrasta, secondo il tecnico australiano, con un utilizzo ponderato della chimica di sintesi,…
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Douja d'or: sono soldi ben spesi?

Diamo spazio oggi ad una lettera del produttore Gianluca Morino (che tra l’altro è presidente dell’associazione produttori del “Nizza”, anche se in questo caso parla a titolo personale) alquanto critica sulla nota manifestazione astigiana. Il dibattito sulla Douja (in un certo senso emblematico, in altre parti di Italia si organizzano eventi simili e la discussione potrebbe estendersi), non è nuovo, ma sembra avere proprio quest’anno, in cui si è inaugurata una nuova sede attrezzata, vento più forte in poppa. Forse perché nella generale penuria di risorse la loro ottimizzazione appare un tema sempre più centrale. Sulla questione era già intervenuto il collega Filippo Larganà, sul suo blogSapori del Piemonte, riportando alcune critiche raccolte “in giro” (tra cui quella di un concorso “premia-tutti”), e alcune domande formulate invece in modo diretto (tra le quali una molto semplice: quanto costa?) al Presidente della Camera di Commercio di Asti Mario Sacco, raccogliendo diversi…
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Si può vivere senza telefono, ma non senza le api

E’ un dato certo che la vita dell’uomo sulla terra non sarebbe possibile senza l’attività impollinatrice degli insetti pronubi, tra i quali un posto particolarmente importante spetta alle api. Non ci si fa caso, ma qualora, per qualche ragione, il vitale ronzio dovesse di colpo interrompersi, la nostra specie, insieme a moltissime altre, avrebbe una data di scadenza antecedente a quella del tonno in scatola. L’uomo ha imparato da millenni a sfruttare a proprio vantaggio le api per ricavarne miele, cera e altri prodotti, ma questa utilità è ben poca cosa in confronto al ruolo che queste piccole creature svolgono nell’ecosistema. Una coppia di apicoltori dell'astigiano ha messo in atto uno sciopero della fame per sensibilizzare la Regione e l’opinione pubblica sul problema delle morie di api provocati, a loro detta (e penso con ragione), da trattamenti insetticidi contro la cicalina della flavescenza dorata. Sotto accusa in particolare il neonicotinoide…
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Un gemito dal sottoscala: è il tecnico viticolo!

Sono sempre un po’ in difficoltà a spiegare che mestiere faccio. Sono ancora un agronomo o sono diventato un giornalista? La mia attività di comunicatore si rivolge principalmente ai produttori ed è in questo senso una continuazione di quella precedente: si tratta sempre di acquisire informazioni, elaborarle e trasmetterle, ad un pubblico anziché “ad personam”. Insieme al fatto che non ho mai smesso di “camminare le vigne”, come diceva Gino Veronelli, questo mi ha consentito di non uscire dalla giostra e quindi, all’occorrenza, di rimettermi il cappello del tecnico. E chi dice che faccio troppe cose ha sicuramente ragione. Tra i motivi di questa evoluzione c’è però anche, devo confessarlo, una certa delusione verso il modo in cui la figura del tecnico di campagna viene “trattata” in Italia. E’ venuta a noia la frase che “la qualità si fa nel vigneto”, tante volte l’abbiamo sentita. Ma le cantine italiane, almeno…
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Canada: stop alle bottiglie "sovrappeso"

Lo stato canadese dell'Ontario, maggior produttore di vino della nazione e maggior consumatore, vieterà la commercializzazione di vino non spumante in bottiglie di peso superiore a 420 grammi a partire dal 1 gennaio 2013. Lo ha spiegato in una lettera alla rivista britannica "Decanter" Bob Downey, vice presidente del Liquor Control Board of Ontario (LCBO). Ne sarà contento il nostro amico Carlo Macchi che da anni conduce una sensata e condivisibile battaglia contro i "pezzi di artiglieria", come ha definito nel suo editoriale, sull'ultimo numero di Millevigne, le pesantissime e costose bottiglie con le quali molti produttori vorrebbero dare maggior valore aggunto al loro prodotto. E forse è proprio così, almeno per un mercato che ragiona in modo un po' infantile: ma il prezzo da pagare in termini di consumo energetico e produzione di gas serra è davvero troppo alto. Questo almeno è quanto ha decretato lo stato dell'Ontario. E'…
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Vino e tasse: non aprite quella porta!

L’azienda agricola gode di un particolare sistema di tassazione, basato, per le imposte dirette, sul reddito dominicale e agrario (che dipende unicamente dalla superficie e dalla coltura) e, per l’IVA, sulla compensazione forfettaria (regime speciale agricolo: in pratica si cancellano debiti e crediti). Se il proprietario di un’industria di trasformazione, che, contrariamente all’azienda agricola, ha obbligo di bilancio e paga le imposte sugli utili, possiede un’azienda agricola, da cui acquista la materia prima, può facilmente dimostrare di non avere mai utili o di essere sempre in perdita: basta pagare la materia prima (uva da vino nel nostro caso) all’azienda agricola (cioè a se stesso) a prezzi tali da annullare ogni utile. I soldi finiscono sempre nelle stesse tasche, ma in questo modo non sono tassati come reddito di impresa. Addirittura se l’azienda agricola è in regime speciale IVA trattiene l’imposta che incassa, mentre l’industria che la versa, essendo in regime…
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La biodiversità del vigneto italiano, valore non imitabile

“Vitigni d’Italia” di Slow Food ne cataloga 600. Ma è un patrimonio a rischio.Se c’è un’opera alla quale sono particolarmente contento di apporre la mia firma insieme a quella dell’amico Fabio Giavedoni è questo libro “Vitigni d’Italia”, presentato all’ultimo Vinitaly. In verità mi sento un poco impostore, perché la mia collaborazione non è stata determinante quanto quella delle decine di persone che hanno girato l’Italia per scovare e descrivere vitigni noti e meno noti, e quella dei ricercatori e tecnici pubblici e privati che hanno fornito il loro prezioso apporto di collaborazione e revisione delle schede. Io ho scritto l’introduzione in cui si ripercorre per sommi capi una storia plurimillenaria che parte dalla vite selvatica e si descrivono alcuni concetti chiave quali vitigno, autoctono, mutazione gemmaria, selezione, incrocio … Devo per questo ringraziare la cara Anna Schneider che, nella prima edizione, verificò il mio testo emendandolo puntualmente con la sua…
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La bufala pascola su internet: prosecco 2009 avvelenato?!?

La notizia è apparsa nei mesi scorsi, anzi le prime avvisaglie hanno più di un anno, su vari mezzi di comunicazione: il Prosecco 2009 è un vino avvelenato per l’enorme quantità di “pesticidi”, molti dei quali illegali, riversati nel vigneto. Anche la carta stampata ha rilanciato la notizia (notizia?) ma è soprattutto su internet che essa continua a rimbalzare come la pallina magica. E’ una delle differenze tra la carta stampata e il web: un tempo si diceva verba volant, scripta manent (le parole volano, gli scritti rimangono) ma oggi bisognerebbe aggiungere: i “post” si riproducono all’infinito per clonazione e non c’è verso di liberarsene, nel bene e nel male. A questo link http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=4990&lang=ita si può leggere uno dei vari interventi, per alcune frasi è un “copia e incolla” di precedenti. In ogni caso vi si legge una ragguardevole quantità di baggianate, originali o di rimbalzo, tra le quali: “Il…
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La guerra di marco

Quando si tratta di ricordare un amico che ci ha lasciato la retorica è sempre in agguato. Spero di non fare questo dispetto a Marco De Bartoli, un uomo che al minimo accenno di retorica avrebbe tuonato, con la sua voce roca per i troppi sigari: “miiiinchia!” Dubito infatti che abbia partecipato alle celebrazioni dell’Unità di’Italia, sebbene il Marsala ne sia certamente un vino-simbolo, ancor più del Barolo di Cavour o del Chianti di Ricasoli. Negli ultimi anni non l’ho visto spesso, passava lunghi periodi a Bukkuram, la sua piccola tenuta di Pantelleria, quasi in volontario esilio: una sorta di Garibaldi a Caprera, un combattente un po’ amareggiato e logorato da troppi conflitti: senza i quali peraltro Marco non si sarebbe sentito vivo. Conflitti di lavoro, conflitti con la famiglia, conflitti con la stampa, con l’industria enologica, con la politica e l’establishment, con la sua Sicilia ad un tempo amata…
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Distillazione, ultimo treno. e poi?

Approvata la distillazione di crisi anche per i DOC. Ma mancano i fondi e le regioni devono “arrangiarsi” tagliando altre misure. Le discussioni infuriano, ma ancora per poco, visto che, in base alla normativa europea, la distillazione di crisi è una misura destinata a non essere più finanziata in futuro. In realtà la decisione, lungamente discussa e sofferta, è arrivata in un momento che, sebbene ancora critico, parrebbe meno drammatico di quello in cui era stata chiesta, visto che le scorte di vino sono leggermente scese. La fissazione dei prezzi di distillazione per i vini a DOC al 65% dei mercuriali delle Camere di Commercio rischia di rendere ancor meno appetibile l’intervento. In Piemonte (che, insieme a Calabria e Sardegna, potrebbe accedere alla misura) si parlava a settembre di 200.000 ettolitri di vino da distillare, ma oggi, e alle condizioni fissate, si stima che i quantitativi potrebbero andare da un…
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Il tappo a vite è più "verde" del sughero?

“Per me, il tappo a vite vince sempre sul sughero” dichiara Vanya Cullen sul numero di ottobre di Decanter, la più importante rivista britannica sul vino e sicuramente tra le più autorevoli del mondo. La produttrice, enologa tra le più note in Australia, ha deciso di sferrare un attacco frontale contro il tappo di sughero dopo una degustazione verticale di 30 anni di Chardonnay Cullen, in occasione del trentesimo anno di produzione della cantina, che si trova a Margaret River, nell’Ovest Australia, una delle zone “nuove” della viticoltura australiana ma anche tra le più quotate. “Con grande eccitazione mi sono seduta davanti a 30 anni di storia, e mi sono deliziata davanti al 1982, ancora vivo con i suoi riflessi d’oro e un certo piacevole agrumato. Ma il piacere è stato di breve durata. Con l’eccezione del 1997, 1998, 2000 e 2001, gli altri vini tappati con sughero erano morti…
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Il silenzio del barolo

La presentazione ad Alba di un libro dedicato ai 75 anni del Consorzio di Tutela del Barolo, Barbaresco e Vini d’Alba, Langhe e Roero, in una sala invero semivuota, ha fornito all’ex presidente Claudio Rosso l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. In particolare ha spiegato che, da presidente, incrementò l’attività di comunicazione attraverso un incarico di ufficio stampa ed alcune altre iniziative, riuscendo però solo in parte nel suo intento, per la contrarietà di una parte dei produttori, segnatamente i maggiori imbottigliatori, ad investire in comunicazione istituzionale. Tra queste iniziative ricordiamo il Centro Servizi per l’Enoturista denominato Piemonte Onwine a sua volta collegato con l’Associazione “Colline di qualità” che mette in rete tutte le principali istituzioni territoriali del turismo e dell’enogastronomia, realizzando un’alleanza strategica che ha pochi eguali altrove. Il consorzio inoltre grazie a fondi psr ha rinnovato il suo sito internet, finalmente sotto un dominio proprio, www.langhe.it, prima…
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La via del nizza

I produttori del Nizza DOCG hanno avviato la pratica per distaccare questa denominazione dalla DOCG Barbera d’Asti, di cui è oggi “sottozona”, possibilità prevista dalla legge. Il futuro che hanno in mente è quello di una navicella che entra in orbita dopo essersi liberata dei primi stadi del razzo, che, consumato il combustibile, sono divenuti ormai zavorra. Sarà così? Vedremo.Intano, in una recente degustazione partecipata da giornalisti e blogger la speranza di non riascoltare il ritornello ormai abusato dei vini “con troppo legno, troppo alcool e poca acidità” è andata delusa: ma non era, o era in minima parte, colpa dei vini. Il troppo alcool è un concetto relativo. Salvo rare eccezioni non è dato, al momento, fare vini di grande struttura con il vitigno Barbera che abbiano meno di quattordici gradi naturali, perché il vitigno è un grande produttore di zucchero, e se si vuole raccogliere l’uva completamente matura…
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Volenterosi uffici stampa

Se le aziende non credono nella comunicazione non sarà anche colpa dei comunicatori?Aspiranti giornalisti o giornalisti a fine carriera, stagiste e stagisti al primo precariato, redattori di piccole testate stufi di un precariato che invece è stabile, pierre di aziende in crisi che hanno perso il lavoro, organizzatori di feste paesane, dipendenti di enti pubblici a cui l’istituzione ha deciso di assegnare un nuovo compito: su cento comunicati stampa che arrivano nelle redazioni dei giornali, forse la metà provengono dalla tastiera di un “volenteroso”. Il volenteroso è qualcuno che sgomita per darsi da fare, alla ricerca di un posto al sole nel difficile e competitivo mondo della comunicazione: qualcuno a cui le precedenti esperienze di studio e di lavoro, non per colpa sua, non hanno fornito i mezzi necessari per svolgere correttamente una professione non proprio elementare ma che, in compenso, ci mette impegno. E non sempre queste comunicazioni arrivano…
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Passa a tim, e paga il pizzo

La scorsa settimana, tentando di telefonare dal cellulare, una voce TIM mi ha comunicato che il mio credito telefonico era esaurito. Come è possibile, mi sono chiesto, visto che il mio contratto non prevede ricariche? Ho chiamato il 191 e, dopo interminabile attesa, un operatore mi ha risposto. Ha fatto un controllo e mi ha parlato di un “problema amministrativo”: il servizio è sospeso per morosità, vale a dire fatture non pagate da settembre 2011 a febbraio 2012. Trasalgo, ma l’arcano è presto chiarito. Necessita un passo indietro: all’atto della stipula del contratto mi era stata proposta una scheda per la trasmissione dati da pc (la cosiddetta chiavetta) che avrei pagato solo “a consumo”. Poi me ne sono arrivate due, di cui una con un canone fisso, non richiesta, e non utilizzata. Ad aprile del 2011 ho mandato reclamo e disdetta con raccomandata AR, senza nessuna risposta. E telecom ha…
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Succhiaruote, maldicenti e troll

Rassegna non esaustiva di comportamenti eticamente scorretti (editoriale di millevigne 2/2012) Quando si parla di etica di impresa è utile prendere ad esempio alcuni casi concreti. La prima scorrettezza la commetterei io stesso se non citassi il fantasioso estensore di una metafora ciclistica, quella del “succhiaruote”, al settore del vino: si tratta dell’amico Carlo Macchi. In riferimento alla manifestazione “Nebbiolo Prima”, degustazione cieca dei grandi vini di Langa a cui partecipano giornalisti e buyer da tutto il mondo, scrisse Carlo sul suo sito Winesurf.it: “ negli anni diversi produttori divenuti famosi nel frattempo, che da un giudizio negativo hanno solo da perderci, hanno abbandonato l’evento. Così facendo evitano la valutazione bendata e comparata dei propri vini in un momento in cui sono magari chiusi o non pronti. Questo è lecito, anche se il rischio di svuotare di peso la manifestazione era ed è fin troppo reale. Meno lecito (e meno…
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L'unione europea ha deciso: il vino biologico esiste

La decisione che disincaglia il percorso del vino “biologico” è giunta da Bruxelles l’8 febbraio. Il regolamento che, dopo anni di studi tecnici, discussioni e veti incrociati sembrava destinato a fare la fine della nave Concordia all’Isola del Giglio, sta invece arrivando in porto con la prossima pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della UE. Come noto fino ad oggi non si poteva scrivere “biologico” in etichetta ma solo “da uve da agricoltura biologica”, perché la fase di trasformazione non era regolamentata. Lo scoglio dei limiti di solfiti, punto cruciale della discussione, è stato superato con un compromesso al ribasso, o al rialzo, a seconda dei punti di vista. Infatti i paesi del nord volevano limiti invariati rispetto al convenzionale, i paesi mediterranei proponevano la metà (e per molti produttori era già troppo), alla fine si è tagliato il bambino a metà con una riduzione di circa il 25%. Un comunicato stampa…
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La via dei canti del vino naturale

A seguito di un’ispezione all’enoteca Bulzoni di Roma funzionari dell’ICQ (Ispettorato centrale per il Controllo della Qualità dei prodotti agroalimentari, ex Repressione Frodi) hanno stilato un verbale in cui si contesta la definizione di “vini naturali” utilizzata dal venditore per classificare una sezione della sua esposizione. La notizia ha seminato scalpore in tutto il mondo legato alla produzione e al consumo dei cosiddetti vini naturali. Ma, dicono le Sacre Scritture, oportet ut scandala eveniant, è opportuno che gli scandali avvengano. Certo, un po’ di buon senso avrebbe suggerito ai funzionari di invitare il sig. Bulzoni, noto come persona seria e appassionata, a rimuovere quel cartello (o quello che era) irregolare prima di passare a verbali e sanzioni, ma, sul piano formale, il rilievo ha fondamento: il termine “naturale” non è previsto dalla legislazione, il suo significato è ad un tempo elogiativo e ambiguo, e quindi potenzialmente “atto a trarre in…
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Etichetta ingredienti, grazie no

Ora c’è chi vuole obbligare i produttori per legge a scrivere gli “ingredienti” del vino in etichetta. Lo strano è che a spingere in tal senso non è qualche stramba consorteria di "consumeristi" radicali, ma alcuni produttori, tra quelli che affermano di fare il vino “solo con l’uva” e quindi contano di avere dal nuovo auspicato obbligo un vantaggio competitivo, obbligando gli altri, i "convenzionali", a denunciare tutte le insane sostanze che essi usano “invece” (?). Tralasciamo il fatto che cercare un vantaggio sui concorrenti gettando su di essi una luce sinistra (e, a questo proposito, abbiamo sentito cose ben peggiori della richiesta di un'etichetta ingredienti) non è un bel modo di stare sul mercato, e passiamo oltre. In verità non mi pare che alcuna legge vieti di indicare in controetichetta tecniche utilizzate, prodotti usati in vigna e in cantina o comunque presenti, valori nutrizionali, e, volendo, fase lunare dell’imbottigliamento…
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Wine blog, rivoluzione rimandata

L’innovazione digitale che permette a chiunque, oggi, di interagire con tutti gli utenti del web scrivendo un proprio “blog”, avrebbe dovuto secondo molti democratizzare la critica enologica, sottraendola ai critici di mestiere o, quanto, meno, offrire al consumatore un ventaglio ben più vasto di opinioni tra le quali scegliere: con l’unica avvertenza che la conoscenza del vino e l’abilità di un degustatore non si acquisiscono per diritto quando si apre un blog, e ciò richiede, più di prima (ma serviva anche prima) un approccio critico da parte di chi legge. Anche se un singolo blogger può avere pochi lettori, molti blogger ne hanno molti, e un giudizio condiviso da molti alla fine può pesare: è, più o meno, il concetto di “coda lunga” del web (Chris Anderson). Difficile dire perché, almeno in Italia, questa “rivoluzione democratica” abbia dispiegato finora risultati piuttosto modesti e comunque inferiori alle previsioni: colpa dei produttori,…
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