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Lamento del pennivendolo

Ill.mo presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania Dr. Ottavio Lucarelli

Egregio presidente

Sono un agronomo specializzato in viticoltura ed enologia e giornalista pubblicista iscritto all’ordine del Piemonte. Dirigo una rivista di divulgazione tecnico-scientifica rivolta alla filiera del vino, “Millevigne” particolarmente focalizzata sui temi della produzione sostenibile.  (Questa lettere è ora ospitata sul blog del sito www.millevigne.it)

Leggo su una “testata giornalistica in attesa di registrazione”, Natural Food and Wine, a firma di tal Gianluigi Carlino, direttore responsabile, un post contenente non solo svariati grossolani errori sul piano tecnico (come gli esilaranti “lieviti sintetici” che fanno pensare alle bustine per fare i biscotti), ma soprattutto affermazioni molto sgradevoli verso i colleghi.

Questo è il link:

http://www.naturalfoodandwine.com/index.php/articoli/Il-Vino-Naturale:-considerazioni-acritiche-moti-carbonari-e-la-merde..

L’autore non si limita ad esprimere legittime, per quanto stravaganti, opinioni, ma si spinge a bollare la categoria dei critici enologici, quanto meno la sua maggioranza, con tali parole:

“E' un sistema che si regge su un'imponente comunicazione generata negli anni dalle lobby e gran maison del vino per controllare il mercato globale in una uniformità del gusto vomitevole. Sono i pennivendoli del cazzo al servizio dei potenti, infiocchettati a pontificare stronzate quotidiane con guide, blog e cazzate del genere, cercando di mettere ad un angolo chi prova a lavorare seriamente, e che oggi spesso si sente un carbonaro”.

Mi sono permesso di correggere alcuni errori di ortografia e di enucleare uno dei passaggi più offensivi, ma le chiederei il sacrificio, Presidente, di leggere l’intero zibaldone, che ho comunque salvato, nel caso l’autore decidesse di ritirarlo dal web.

Per carità non voglio dare al sig. Carlino, che “prova a lavorare seriamente”, più importanza del necessario, ma facendo parte di quella vasta maggioranza di colleghi che guarda con interesse al fenomeno dei vini naturali senza per questo rinunciare ad una visione laica e basata su fatti concreti, dati, misure, e sulla propria esperienza, non mi diverte essere definito per questo “pennivendolo del cazzo al servizio dei potenti”.
Mi fido, presidente, della sua esperienza e capacità di giudizio per eventuali iniziative che riterrà di prendere a difesa dell’immagine della categoria, direttamente o tramite il Consiglio di Disciplina.

Cordiali saluti

Maurizio Gily

Direttore responsabile
Millevigne
Il periodico dei viticoltori italiani

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