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UNESCO: il lavoro contadino genera bellezza

 

23 giugno 2014. Sulle colline del Piemonte si festeggia la proclamazione dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato come patrimonio mondiale dell’Umanità, proclamata ieri a Doha, in Qatar, dall’assemblea dei delegati UNESCO.

E’ la conclusione di un percorso progettuale partito da Canelli da un'idea di Oscar Bielli e Sergio Bosco, e durato undici anni, con il concorso attivo di studiosi e istituzioni che, riuniti in una associazione di scopo, hanno tenacemente perseguito l’obiettivo.

Non è un singolo luogo, ma un insieme di sei siti diversi, nelle tre province di Cuneo, Asti e Alessandria, accuratamente definiti e perimetrati, che compongono un affresco, quello appunto dei “paesaggi vitivinicoli”. I sei siti sono Langa del Barolo, colline del Barbaresco, Castello di Grinzane, Nizza e la Barbera, Canelli e l’Asti spumante, il Monferrato degli infernot. Siti legati tra loro dal concetto unitario di paesaggio culturale. Il comunicato UNESCO recita infatti:

I paesaggi culturali vitivinicoli del Piemonte di Langhe-Roero e Monferrato sono una eccezionale testimonianza vivente della tradizione storica della coltivazione della vite, dei processi di vinificazione, di un contesto sociale, rurale e di un tessuto economico basati sulla cultura del vino. […] I vigneti di Langhe-Roero e Monferrato costituiscono un esempio eccezionale di interazione dell'uomo con il suo ambiente naturale: grazie ad una lunga e costante evoluzione delle tecniche e della conoscenza sulla viticoltura si è realizzato il miglior adattamento possibile dei vitigni alle caratteristiche del suolo e del clima, tanto da diventare un punto di riferimento internazionale. I paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato incarnano l'archetipo di paesaggio vitivinicolo europeo per la loro grande qualità estetica.

Cosa hanno in comune gioielli artistici come la Firenze del Rinascimento o Villa Adriana a Tivoli, per citare due dei 50 siti UNESCO grazie ai quali l’Italia vanta il primato mondiale del Patrimonio,  con le colline vitate del Sud del Piemonte? Forse due sole cose, la bellezza, e il fatto di testimoniare una storia originale, degna di essere raccontata e tramandata. La bellezza dei primi due è frutto di straordinario talento artistico; nel terzo deriva in parte dalla natura, ma soprattutto da un talento inconsapevole e umile, quello che ha ispirato nei secoli il lavoro di generazioni di famiglie contadine. Una bellezza priva di fronzoli, strettamente legata alla necessità quando non addirittura alla penuria, o alla “Malora” come la chiama Beppe Fenoglio.  I siti contengono, certamente, anche ville e castelli, di solito ispirati comunque a una certa piemontese e solida sobrietà; ma sono i vigneti e le case rurali i protagonisti principali, insieme ad altre eccezionali opere del lavoro, le cantine sotterranee di Canelli, gli infernot del Monferrato, scavati a colpi di piccone alla luce di candele e lampade a petrolio. Opere che oggi appaiono impossibili da realizzare, per lo meno con quelle modalità: ma che non sono solo testimonianza di un passato, visto che continuano a vivere e custodire, nella profondità della terra, il tesoro più prezioso di queste colline.

 

le foto sono prese in prestito dal sito dell'Associazione per la Candidatura UNESCO, www.paesaggivitivinicoli.it , dove si possono vedere anche le mappe con i confini dei sei siti. Dall'alto: le Langhe del Barolo con i castelli di Grinzane e Castiglione Falletto (CN); paesaggio autunnale a Canelli (AT); un infernot a Cella Monte (AL, copyright Ecomuseo della Pietra da Cantoni)

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I COMUNI INTERESSATI

Le sei  zone sottoposte a tutela o “core zone” comprendono, in tutto, o più spesso in parte,29 comuni:

Provincia di Asti: Agliano Terme, Castelnuovo Calcea, Mombercelli, Montegrosso d’Asti, Nizza Monferrato, Vaglio Serra, Vinchio, Calosso e Canelli.  

Provincia di Alessandria: Camagna Monferrato, Cella Monte (centro della core zone), Frassinello Monferrato, Olivola, Ottiglio, Ozzano Monferrato, Rosignano Monferrato, Sala e Vignale.

Provincia di Cuneo: Santo Stefano Belbo, Barolo, Castiglione Falletto, Diano d’Alba, La Morra, Monforte d’Alba, Novello, Serralunga d’Alba, Grinzane Cavour, Barbaresco e Neive. 

Altri 72 territori comunali rientrano nelle cosiddette “buffer zone” o zone cuscinetto, che non rientrano nel sito Unesco vero e proprio ma che devono osservare alcuni parametri per la tutela dell'ambiente.

ASTI: Asti, Belveglio, Calamandrana, Cassinasco, Castagnole delle Lanze, Castel Boglione, Castel Rocchero, Castelletto Molina, Castelnuovo Belbo, Coazzolo, Cortiglione, Costigliole d’Asti, Fontanile, Incisa Scapaccino, Isola d’Asti, Maranzana, Moasca, Mombaruzzo, Mongardino, Montabone, Montaldo Scarampi, Quaranti, Rocca d’Arazzo, Rocchetta Palafea, Rocchetta Tanaro, San Marzano Oliveto, Vigliano d’Asti, Casorzo, Grana, Grazzano Badoglio, Moncalvo e Penango.

ALESSANDRIA: Acqui Terme, Alice Bel Colle, Bergamasco, Bistagno, Cassine, Masio, Occignano, Ricaldone, Strevi, Terzo, Altavilla Monferrato, Casale, Castelletto Merli, Cereseto, Conzano, Cuccaro, Fubine, Lu, Ponzano, Serralunga di Crea, Terruggia, Treville.

CUNEO: Alba, Castiglione Tinella, Cherasco, Dogliani, Mango, Monchiero, Montelupo Albese, Monticello d’Alba, Narzole, Neviglie, Roddi, Roddino, Rodello, S. Vittoria d’Alba, Sinio, Treiso, Trezzo Tinella, Verduno.  

La Lista del Patrimonio Mondiale comprende ad oggi 981 siti. L’Italia è il Paese che conta più siti in assoluto: 50 in totale. Per essere inserito all’interno della Lista, un sito devedimostrare di possedere un “eccezionale valore universale”, ovvero esprimere un significato culturale e/o naturale talmente rilevante da superare i confini nazionali e da essere di comune importanza per le generazioni presenti e future. 

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