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L'ingegnere

L’anniversario della tragedia del Vajont mi ha fatto tornare in mente un episodio di cui sono stato spettatore: certamente meno tragico, ma che nasce dalla stessa arrogante presunzione.
Una nuova strada taglia a mezza costa una collina, a monte c’è un vigneto. C’era un vigneto, perché alla prima pioggia torrenziale una frana se ne porta via mezzo. Il proprietario mi racconta: “quando sono venuti a fare il tracciato io l’avevo detto: guardate che qui frana tutto. Mi hanno chiesto: lei che mestiere fa? Il contadino. Allora faccia il contadino, io faccio l’ingegnere. A ognuno il suo mestiere”.
Alla prima pioggia è franato tutto. Come volevasi dimostrare.
Bisogna avere rispetto per gli ingegneri, e fiducia nella scienza. Ma di fronte alla frase “non c’è nessun rischio” una certa qual dose di diffidenza dettata dal semplice buonsenso non fa mai male.

Commenti  

 
#1 Alessandra Biondi 2013-11-23 20:26
Commento citando il professor Galliganii, mio professore di Meccanizzazione all'Universita' di Firenze: 'Buonsenso che un di fu caposcuola or non esiste affatto, la scienza, sua figliola, lo uccise per capir come era fatto. '
 

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